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Il ruolo della critica cinematografica nel successo di un film

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Il ruolo della critica cinematografica nel successo di un film al botteghino, nel post a cura di CineMagazine

Quando si parla di cinema, si fa riferimento a tante componenti che entrano in gioco nella costruzione e nella divulgazione di un film. Non bastano solo gli attori a rendere grande un film, ma c’è tutto un contorno che contribuisce inevitabilmente alla sua buona realizzazione. Di questo circuito fanno parte anche la critica cinematografica.

Accettare le critiche non è semplice. E questo vale in tutti i campi, soprattutto nel campo del cinema. Però, se sono fatte da esperti del settore o, comunque, se tante persone dicono e scrivono la stessa cosa, probabilmente c’è un fondo di verità. Su cui è opportuno riflettere.

La dimensione della critica nel cinema

La critica è un elemento fondamentale nel panorama cinematografico. Senza critica in pratica un buon film non potrebbe esistere. Non è solo una questione di critica giornalistica. C’è tanto altro in gioco.

Quando esce una pellicola nelle sale è inevitabile che si vada incontro a qualche recensione, positiva o negativa, sia dalla parte del pubblico che degli addetti ai lavori. La critica cinematografica, un tempo, correva attraverso lo strumento televisivo.

Oggigiorno passa per ben altri canali, segnatamente social e web. Le recensioni riprodotte su circuito telematico subito dopo la diffusione su scala globale possono rafforzare o, in molti casi, debilitare la risonanza mediatica a cui è sottoposta quella pellicola.

Una recensione di un critico cinematografico può indirizzare il pubblico in un senso o nell’altro. Vale ancor di più in una fase antecedente alla diffusione. L’orientamento, le opinioni sono inevitabilmente condizionate dalla critica. L’una trascina l’altra, l’una segue l’altra.

La figura del critico cinematografico

La figura del critico cinematografico assume un ruolo centrale nell’ambito della proiezione. Un lavoro a tutti gli effetti che implica un certo spazio e un certo tempo all’interno del quale concentrare il film.

Una figura di raccordo tra gli autori e gli spettatori al fine di proiettare un giudizio sul film in base a determinate concezioni. I social ne aumentano poi la cassa di risonanza. Si producono gruppi di critici, più o meno improvvisati, tramite i quali costruire dei veri e propri forum di discussione. Quelli che una volta affiancavano i blog di riferimento e che oggi, invece, si integrano all’interno dei social.

Una regola è certa: i film di genere presentano maggiore tendenza alla criticità rispetto ai film cosiddetti di nicchia, se non altro perché vengono seguiti da più persone. 

Eppure negli ultimi anni si espande in misura maggiore la predisposizione della critica cinematografica verso film meno noti. Ed è proprio qui che assume maggiore rilevanza il ruolo del critico, per l’appunto, proprio perché rappresenta l’unico tramite che lega un film di minore impatto mediatico al pubblico. Garanzia di fedeltà e opinione.

Quanto incide la critica per un film

La critica cinematografica serve a formare, in un certo senso, il film. Se ne costruisce un filo conduttore, fatto di avvenimenti, storie, implicazioni ed esplicitazioni narrative per rinsaldarlo e renderlo più compatto agli occhi di chi guarda.

Lo spettatore, grazie alla critica, riesce a comprendere meglio un film e a farlo proprio sotto tutti i punti di vista. Motivo per cui la critica incida tanto nella relazione finale dal punto di vista tecnico.

Il fattore gusto

Il gusto è una variante da considerare in questi casi poiché, evidentemente, differisce a seconda degli argomenti trattati e di ciò che viene rappresentato. Non tutti possono avere la stessa preferenza e da qui trae forza e origine il potere della critica.

Separa, ma allo stesso tempo unisce sotto lo stesso cielo. La critica aiuta a pensare, ragionare sulla base di un discorso attorno al film che lo apre a qualsiasi scenario, non necessariamente imprigionato all’interno della storia.

Occhio alla semplificazione

La semplificazione non fa parte del processo di critica. Va oltre, determina consensi e alimenta malumori, ma tutti orientati ad un unico fine: ragionare. Il potere della critica è esemplificato a dovere dalle recensioni cinematografiche degli utenti, i quali analizzano il film e producono dei veri e propri movimenti.

Un buon critico si presume che sia competente in materia, ma che abbia anche la capacità di saper discernere la competenza dall’incompetenza in determinati casi.

Conoscere la storia è fondamentale per poter apprendere, così come allenarsi a scrivere.

Nel cinema non contano solo le immagini, ma anche i testi. Hanno una valenza imprescindibile per chi intende investirsi di questo potere.

Non basta soltanto sapere, ma bisogna comprendere e quale miglior modo per alimentare la critica se non imparando l’arte della comprensione e della scrittura.

In questo modo l’associazione testi/immagini è un aiuto in più per lo spettatore che rievoca il film e lo determina a seconda delle sfumature che ne ricava, sia per ciò che si vede che per ciò che non si vede.

Il critico cinematografico non è soltanto colui che emette un giudizio, ma chi stimola all’interpretazione e alla riflessione.