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The Wolf of Wall Street

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Recensione della pellicola The Wolf of Wall Street, nel post a cura di CineMagazine

Quando non sia sa se è più bello il film o il libro. È il caso della pellicola ‘The Wolf of Wall Street’, diretto da Martin Scorsese, uscito nel 2013 e tratto dall’omonimo romanzo di Jordan Belfort, broker che ha fatto della spregiudicatezza il suo punto di forza, interpretato magistralmente da Leonardo DiCaprio.

La trama

Senza voler fare troppo spoiler, il film racconta degli eccessi, appunto, di Belfort, ripercorrendo tutta la sua carriera, tra donne, soldi, alti e bassi. Nel film, si dà ampio spazio alla collaborazione con Donnie Azoff, in cui si sarebbero fatte delle truffe.

Da notare anche l’accento sull’aspetto mediatico: nonostante la rivista Forbes ci fosse andata giù pesante su di lui, la notorietà sale e, anzi, le persone che vogliono lavorare nella sua azienda crescono sempre di più. Nel film non mancano scene di discorsi motivazionali, su donne e anche sullo stile di vita di Belfort, ben sopra le righe, includendo anche il consumo di droga, che, alla fine, gli causerà non pochi problemi.

Jordan Belfort viene, comunque, beccato dalla giustizia americana ma non è questo il finale del film che, ovviamente, non anticipiamo.

Il significato di The Wolf of Wall Street

Pur essendo un libro tratto da un romanzo, il film ha diversi significati. In primis, la seconda vita di Jordan Belfort, dove tiene anche dei seminari su come si possono fare delle vendite. Poi, inoltre, lancia il messaggio per cui, prima o poi, la giustizia (almeno quella americana) prima o poi farà il suo corso e che, alla lunga, conviene collaborare visto lo sconto di pena.

Ci sono, infine, alcuni frame davvero memorabili, come quella di Margot Robbie in cui, in maniera molto provocante, chiede a Papy – alias Leonardo DiCaprio – se vuole giocare con lei. Anche se, poi, non si sarebbe trattato di un gioco adatto ai minori.