Home Recensioni La Dolce Vita

La Dolce Vita

0
301
mastroianni-ekberg foto

Recensione La Dolce Vita

La Dolce Vita è uno dei tanti capolavori di Federico Fellini, uscito nel 1960 e, tra gli attori, c’è anche Marcello Mastroianni. Un film stupendo, con tanti significati etici a tal punto da essere etichettato, erroneamente, come bolscevico.

Il motivo?

Metteva in discussione il capitalismo e tutte le conseguenze che in quel periodo sta portando con sé.

Riconoscimenti La Dolce Vita

Sarebbe necessario uno spazio ad hoc per descrivere tutti i riconoscimenti de La Dolce Vita, a partire dal successo del pubblico. Nel 1960 diviene il film che ha incassato di più, vince il Premio Oscar nella sezione Migliori Costumi e ottiene altre tre candidature.

Come se non bastasse, vince il 13esimo Festival di Cannes e il David di Donatello come miglior regia nel 1960.

Giusto per dare l’idea dell’importanza di questo film, grazie a La Dolce Vita nasce il termine ‘Paparazzo’. Nella pellicola era il cognome di uno dei protagonisti e, in base al suo carattere, oggi viene indicato con questa parola proprio un fotografo che raccontala privacy delle persone famose. Per non parlare proprio del titolo del film, che indica quando una persona fa una vita all’insegna del divertimento e del lusso.  

Trama e significato La Dolce Vita

Ambientato a Roma, la Dolce Vita racconta di Marcello Rubini che è insoddisfatto della propria vita. È un giornalista di cronaca mondana ma vorrebbe essere romanziere. Ambisce a far parte dello star system e viene coinvolto in varie vicende proprio tipiche del mondo dello spettacolo, a tal punto da stazionare vicino i locali della movida.

Federico Fellini con La Dolce Vita ha voluto lasciar intendere come il boom economico stia portando delle diseguaglianze. A una visione attenta, non mancano riferimenti alla speculazione edilizia e al fatto che il modo di vivere degli italiani sia completamente cambiato, rendendo il tutto più personalistico perdendo molto in termini di collettività.