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Il postino

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Il postino: la poesia del cinema italiano che ha conquistato il mondo

Il cinema italiano tra gli anni ’80 e ’90 ha vissuto momenti di grande levatura e spessore dal punto di vista artistico e contenutistico. Merito di grandissimi attori sulla scena nazionale e internazionale del calibro di Massimo Troisi. Una figura che ha letteralmente rivoluzionato la presenza scenica, il modo di comunicare e di arrivare alle persone in maniera ironica, ma con una serietà, allo stesso tempo, inimitabile per tutti. E il suo ultimo film, il Postino, è stato un vero capolavoro.

In questo post dedicato alle recensioni di film famosi, oggi vi parliamo della pellicola Il Postino, che ha portato in dote anche un Oscar. Bentornati sul nostro portale!

Massimo Troisi Il postino: l’ultimo atto di poesia al cinema

Tra i tanti film messi in mostra da Troisi merita certamente una menzione speciale Il postino. Resta scolpito nella memoria collettiva, tristemente parlando, per essere stato l’ultima pellicola da lui girata prima della sua morte.

Uno spartiacque vero e proprio per il cinema italiano. Un tipo di movimento in grado di coniugare, nella fattispecie, la poesia all’italiana di Massimo Troisi con la poesia letterale di Pablo Neruda.

L’incontro tra i due ne Il postino, per l’appunto, è significativo sotto tanti punti di vista, anche perché mette in mostra una certa capacità della vita di abbattere certe barriere sociali e fare in modo che le persone si incontrino e basta.

Il valore della poesia nel film il Postino

Mario Ruoppolo stringerà una bella amicizia con Pablo Neruda. La poesia diventa il mezzo più importante per comunicare nella pellicola e al di fuori della pellicola, dando forza e vitalità all’intera storia.

Le parole assumono un peso maggiore, migliorando la vita sia sociale che professionale del protagonista. Ambientato nell’Italia degli anni ’50, Il postino ripercorre un’epoca temporale dove le parole avevano poco spazio. Grazie alla straordinaria opera messa in scena da Massimo Troisi ci si riappropria proprio di esse.

La possibilità di instaurare un rapporto d’amicizia al di là di ogni ostacolo culturale e linguistico, con il sentimento dell’amore sullo sfondo, è uno dei messaggi più positivi che si intendono trasmettere.

Il film ha ricevuto grandi elogi dalla critica, ricevendo ben 5 candidature agli Oscar 1996, tra cui solo una (per la colonna sonora) è riuscita a ricevere il giusto riconoscimento.