C’era Una volta in America

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recensione c'era una volta in america

C’era Una volta in America, la recensione a cura di CineMagazine

Ci sono film che entrano nell’olimpo della storia per sempre. Perché non hanno difetti. Perché sono geniali. Perché non potranno mai ripetersi. È il destino del capolavoro di Sergio Leone C’Era Una volta in America, che narra 40 anni di vita di un gangster a New York, senza appesantire neppure per un secondo lo spettatore.

Attraverso un uso sapiente di flashback e flash forward, viene narrata la storia di David “Noodles” Aronson, Cockeye, Patsy e Max a partire dagli anni ’20 fino al ritorno a New York da parte di Noodles. Sbaglia chi pensa che sia un film sui gangster vecchia maniera, ma è molto altro. Racconta, senza agiografie o nostalgie ‘accecanti’, la storia di quegli anni per l’America. Un’America che, però, non ha apprezzato, almeno all’inizio, fino in fondo il capolavoro di Sergio Leone considerando che addirittura, per qualche periodo, obbligò il regista a mandare le scene in ordine cronologico.  

In questo nuovo appuntamento con le recensioni raccontiamo il capolavoro di Sergio Leone “C’era una volta in America”. Bentornati su CineMagazine!

I personaggi e la trama

Noodles può essere tranquillamente paragonato alla generazione di anziani attuali. La sua violenza, spesso, non è altro che una ribellione a tutti quei valori che lentamente ma inesorabilmente sono scomparsi, piano piano. In alcune scene sembra quasi che vorrebbe scomparire dal suo tempo ed essere in un’altra era.

Si scava nel profondo, nell’intimità dei personaggi che, spesso, si rifugiano nei ricordi di un passato che non torna più. La scena finale in cui Noodles, sotto effetto dell’oppio, sorride sul letto, può avere tranquillamente questo significato. C’è una velata critica al proibizionismo e si passa, giusto per fare un esempio, dal 1968 al 1920 in un attimo. In maniera naturale, come solo i fenomeni del cinema sanno fare.  

Un capolavoro da vedere e rivedere in continuazione. Del resto, con le musiche di Ennio Morricone e la regia di Sergio Leone il risultato è garantito.