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L’importanza dei trailer nel marketing cinematografico

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scene tagliate cinema

L’importanza dei trailer nel marketing cinematografico, per il successo della pellicola, nel post a cura di CineMagazine

Per fare un film serve una preparazione e una programmazione a medio/lungo termine particolarmente sviluppata. Diffonderlo, ancor di più. Per questo esistono i trailer. Sono mezzi essenziali attraverso cui poter sintetizzare il film per, poi, riprodurlo integralmente al cinema. La funzione dei trailer, da questo punto di vista, si è molto accentuata, anche e soprattutto in concomitanza con l’avvento di un certo marketing cinematografico da social.

Il trailer risulta essere così importante a tal punto che, spesso, un consistente importo del budget viene proprio consumato per questo breve filmato.

Il trailer è sempre più al centro del marketing cinematografico e che, in alcuni casi, può incidere in maniera consistente proprio sull’incasso totale della pellicola. 

Perché il trailer è fondamentale per il successo di un film

Il trailer è la proiezione video di un sunto del film e delle sue parti salienti, sotto forma di promozione pubblicitaria. Trattasi di un vero e proprio biglietto da visita, attraverso cui attirare potenziali spettatori. Come se si stesse presentando un’attività appena aperta.

Dunque, curarne l’esposizione risulta di importanza vitale per il successo di un film. Comincia tutto da qui. È proprio questa carrellata di suggestione, intrigo e manifestazione di avvenimenti ad orientare, in un certo senso, il pubblico su una determinata scelta o meno in merito alla visione del film al cinema.

È vero che un libro non si giudica dalla copertina ma nel caso del film questa può divenire quasi la regola. 

Il trailer cambia a seconda del genere

A seconda del genere cinematografico di riferimento cambia il formato del trailer. Se si tratta di promuovere un film horror, ad esempio, aumenterà l’intensità della musica, del suono associati ad una o più scene. Quando, invece, si passa ad una proiezione maggiormente di stampo sentimentale, romantico, in quel caso si tende ad impostare un trailer meno rumoroso, più cadenzato, sequenziato dal punto di vista sonoro e dell’immagine.

L’obiettivo del trailer

L’obiettivo che si pone il trailer è di essere all’altezza delle aspettative cinematografiche del potenziale spettatore. Capita molto spesso di rimanere delusi da una pellicola che, nelle attese, sembrava dovesse scalare le classifiche di gradimento. Questo succede perché non si dà troppa importanza ai meccanismi di comunicazione impliciti e all’enfatizzazione dei contenuti rappresentati.

Il trailer, secondo un’opinione corrente, può essere persino meglio del film stesso. Vuol dire, in qualche modo, che l’opera è riuscita bene nella sua integrità. Tutto ciò finisce per rafforzare un certo marketing cinematografico di fondo. Un concetto venuto fuori con l’avvento del web e dei social, sempre più pervasivo in un’ottica di promozione e sponsorizzazione.

Il ruolo dei social

Oggigiorno un film, prima di finire in sala, gira sui social. E basta poco per metterlo in cattiva luce sin dalla sua prima proiezione. Per questo motivo i nuovi spazi promozionali conquistati sul web possono rivelarsi, in certi casi, un boomerang.

Vanno, allo stesso modo, curati e gestiti nella loro totalità, onde evitare di non sfruttare a pieno un mezzo potenzialmente spropositato di acquisizione di pubblico.

Come agisce il trailer per il marketing cinematografico

Un trailer ben realizzato può contribuire ad aumentare l’esperienza sensoriale dello spettatore. Vede con le orecchie e sente con gli occhi. Tutto ciò che si può provare grazie ad un trailer, al di là dei limiti sensoriali.

Il montaggio fa tutta la differenza del mondo in un rapporto veramente simbiotico con la pubblicità, la proiezione del momento, di una scena.

È una forma comunicativa a tutti gli effetti che varia a seconda degli usi, dei fenomeni in atto e dei costumi più idonei ad un determinato periodo.

Le finalità del trailer

Non è un caso che siano studiati al dettaglio per fini di investimenti economici produttivi. Maggiore spesa, massima resa. È questo ciò che si chiede al trailer nel momento in cui lo si associa ad un film. Non presenta regole estremamente rigide da seguire e può aprirsi ad un mondo narrativo sterminato e lecito.

Il trailer cinematografico, in un certo senso, indirizza perché conduce il pubblico verso il riconoscimento delle scene rappresentate. Dall’altro lato manipola in quanto a significati alternativi rispetto a quelli enunciati, ad esempio, dal titolo e dalla trama di un film.

Il trailer pone domande e riflessioni al suo interno, che finiscono per aumentare l’interesse e la curiosità dello spettatore intorno ad esso. Un punto di stimolazione chiaro e diretto, ma che, tuttavia, può confondere e produrre, in certi casi, l’effetto opposto. Ma ne è anche questa la sua ricchezza che, allo stesso tempo, contribuisce a renderne stabile la curiosità. Narrativo e anti-narrativo allo stesso tempo, con tutte le contraddizioni del caso. Quando si attua una progettualità narrativa vuol dire che il film nella sua interezza o nelle sue parti migliori, a seconda dei casi, viene esplicato in maniera sostanziale attraverso il trailer. 

Nel caso del metodo anti-narrativo, ciò comporta l’esposizione di un trailer meno dialogato e dinamico, maggiormente concentrato, nel contempo, sull’ambiente e sui fattori estetici.

Chiarezza e compiutezza dei contenuti, da questo punto di vista, determinano la buona reputazione di un trailer sul piano filmico e del marketing.