Genere horror: storia, origini, film best e registi cult

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Genere horror: storia, origini, film best e registi cult nel post di CineMagazine

I filoni di pensiero, artistici e scenografici hanno indirizzato il cinema verso un aumento delle scuole e delle prospettive di genere. In ambito culturale, ad esempio, si è diffusa a macchia d’olio la predisposizione al genere horror.

Uno stile cinematografico bistrattato da molti, ma che ha una sua logica e una sua peculiarità di fondo. Un archivio sconfinato attraverso il quale sviscerare storie, film e registi che hanno dato lustro, negli anni, a questo genere. Vediamoli insieme nelle righe che seguono: bentornati su CineMagazine!

Quando e come nasce il genere horror

Connessione tra mito e realtà esemplificata da una tradizione particolarmente incline alla crudeltà e alla narrazione dell’orrido. Tutto ciò è l’horror. L’orrendo, ciò che fa più paura e da cui tendenzialmente si tende a distaccarsi per scacciare proprio questa paura, anche della morte.

Il genere horror trae le sue radici a partire dalla fine del ‘700. In quel periodo nasceva in Inghilterra il romanzo gotico, incentrato per lo più su racconti misteriosi e dal sapore macabro.

La scenografia ricorrente si rifaceva ad ambientazioni lucubri e tenebrose da far paura solo a leggerle e immaginarle. Ma contraddistinte da un certo senso critico e obiettivo della realtà che ha, poi, sempre pervaso queste rappresentazioni nel corso del tempo. Come una sorta di masochismo insito nella psicologia umana che comporta un’autoflagellazione del sé, alla ricerca del rischio e della paura più recondita.

Infatti, il genere horror, se vogliamo, nasce un po’ anche come un genere che vuole erudire il popolo. Fargli vedere la realtà da un altro punto di vista, provare a far riflettere i cittadini. 

Il clima del terrore e del brivido è il presupposto fondante da cui parte ogni buon regista, che intende intraprendere questo percorso cinematografico nei propri film. Quasi come un’esigenza di rappresentare ciò sin dagli albori, citando, ad esempio, i poemi epici e le scritture sacre dell’antichità tra demoni e mostri.

Il personaggio di Frankestein di Mary Shelley, Polidori il vampiro e Dottor Jekyll e Mister Hyde sono esempi emblematici di una letteratura horror tendente al sovrannaturale. L’uomo come vittima e al tempo stesso carnefice di sé stesso per rispondere ad un istinto primordiale insito nella natura umana.

Sono tutti racconti che solo una lettura superficiale può limitare al buio. In realtà, mostrano lati dei comportamenti umani che, in fin dei conti, appartengono un po’ anche a tutti noi se vogliamo. 

film horror

Il primo film horror

Tuttavia, il primo film horror di sempre risale al lavoro di un certo Georges Méliès. Regista e attore francese di fine ‘800, artefice de “Le manoir du diable”, film muto riguardante un incontro esclusivo tra un diavolo e un gruppo di fantasmi.

Di fatto, era la prima volta che tutto ciò veniva mostrato in scena in questo modo e da qui parte ufficialmente la scalata di un genere in forte ascesa su determinati temi e dinamiche sdoganate in via definitiva.

Sembra un episodio isolato ma in realtà ha fatto da apripista, poi, a tutta una serie di idee collegate al genere horror.

Migliori film e registi da horror

Raggruppare tutti i film horror che si sono distinti per qualità ed eccezionalità degli eventi rappresentati è esercizio difficile, per non dire complicato. Eppure la qualità di certi film orientati in questo ambito è universalmente riconosciuta.

Basterebbe citare il mitico The Shining di Stanley Kubrick per acquisire consapevolezza in tal senso. La cultura del brivido e dell’ignoto come tratto distintivo di ogni buon horror che si rispetti, che sia un libro, un film o un racconto letterario.

A volte il genere horror può assumere una declinazione considerata demenziale, paurosa, ma intesa in senso ironico, divertito. Ciò che accade nella saga cinematografica di Scream, diretta da Wes Craven.

Uno dei registi più influenti e conosciuti di un intero filone, autore del mitico Nightmare, dove un gruppo di ragazzi convive con la paura del sonno perenne a causa della presenza di un mostro in grado di sconvolgere i loro sogni e di poterli uccidere.

Anche la scuola italiana ha sfornato registi cult, come Dario Argento su tutti. Non si può non menzionare Profondo rosso tra i film capolavoro di tutti i tempi. Un mix tra thriller e mistero nell’ambito della risoluzione di un omicidio tutto da capire e analizzare.

Il gabinetto del Dottor Caligari di Robert Wiene è icona degli anni ’20. Si passa da Frankestein di James Whale degli anni 30, citato in precedenza, a King Kong. L’horror si è evoluto in chiave riflessiva, meditativa nei film di Alfred Hitchcock come Psycho. 

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Una suspence e un senso dell’attesa spasmodici maggiormente enfatizzati nella fattispecie. Lo si evince anche in una successiva rappresentazione cinematografica del regista, Gli uccelli, datato 1963.

Dagli anni ’70 l’horror abbandona progressivamente il senso dell’attesa per dirigersi verso un impatto emozionale più diretto e traumatico da riservare al pubblico. The Shining ne è un esempio pragmatico, ma si possono citare i vari Alien di Ridley Scott, La casa, Poltergeist, Venerdì 13 e Il silenzio degli innocenti.

Primo passo verso la cattura dello spettatore usufruendo dell’attrazione estesa verso il paranormale, il sovrannaturale riconosciuto come incubo, ma affascinante allo stesso modo. La celebrazione degli zombie e degli esseri provenienti da un altro mondo e dimensione quasi come salvatori della patria è una costante fissa e consolidata nei film horror moderni.

zombie foto

Così come l’insistenza verso uno spiccato protagonismo del panico e della paura improvvisa grazie a cui lo spettatore viene attirato e mantenuto allo stesso tempo nel film con le sue paure e le sue ansie.

Da questo punto di vista film impostati in chiave moderna come Sinister, The Ring e La casa maledetta si pongono in continuità con tale linea di pensiero. Ne cavalcano i tratti orrendi e inquietanti.

Cronaca nera in pasto al pubblico in tutta la sua crudeltà, ma con un pizzico di riflessività e valutazione oggettiva dei fatti che sembra connotarsi come una sorta di ritorno al passato.

Con una sostanziale differenza: oggi la tecnologia fa miracoli e, quindi, riesce ad arrivare dove si voleva un tempo ma che, per limiti, appunto, di strumentazione, era impossibile da attuare.