Genere comico, cos’è, film e attori famosi

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Genere comico, cos’è, film e attori famosi nel post a cura di CineMagazine

Il cinema ha rispolverato negli anni generi e rappresentazioni cinematografiche non soltanto dai contenuti seri e profondi, ma spesso e volentieri intrisi di comicità e allegria, come nel genere comico. Una componente che non è mai mancata. I più grandi di sempre nella storia anche del cinema italiano si sono distinti almeno una volta per capacità di far ridere.

Il genere comico nasce proprio in quest’ottica, ossia quella di strappare una risata, ma far anche riflettere allo stesso tempo.

Vediamo insieme come nasce e quali sono i suoi protagonisti nel nuovo post dedicato alle nostre curiosità.

Genere comico: la nascita

Il genere comico è una forma d’arte cinematografica, le cui origini vanno storicizzate tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. È quello il periodo all’interno del quale fervono le prime rappresentazioni comiche.

Gli esperimenti di Méliès e dei fratelli Lumière in bianco e nero sono le prime sequenze dove compare una certa vena comica. La cinematografia francese fa da apripista da questo punto di vista, mentre quella italiana non fa altro che affinare questo solco e renderlo ancora più vincente ed efficace.

Basti sapere che, in via generale, il film comico può presupporre anche una comicità che faccia riflettere – magari che prenda in giro i potenti.

L’evoluzione del genere comico in Italia la si accosta all’avvento della cosiddetta “commedia all’italiana”.

Gli inizi del genere comico

Ovviamente, considerati i limiti tecnici dell’epoca, il sonoro, agli inizi, è praticamente assente e i protagonisti sono soprattutto persone che mal si adattano alla evoluzione della società e, quindi, sono a tratti ridicoli. 

È la Francia a essere il centro del genere con vari attori di primissimo livello come Robinet e Polidor ma soprattutto Max Linder, con una filmografia di tutto rispetto. Quest’ultimo è divenuto ‘famoso’ per aver praticamente fatto diffondere il genere della satira, prendendo in giro i costumi della società borghese e perbenista.

Dalla Francia, passiamo al nuovo continente: negli Stati Uniti è la stella di Sennett a brillare, vero e proprio talent scout. Non si contano, infatti, gli attori scoperti dal direttore della casa di produzione Keystone.

Gli Stati Uniti adattano il genere alla loro cultura inserendo molto più spettacolo, con delle scene a tratti anche ai limiti dell’assurdo. Tra gli attori da ricordare c’è Roscoe Arbuckle

Il genere comico di inizio Novecento fino alla Seconda Guerra Mondiale

La prima differenza che si riscontra è la durata. Dal 1910 i film cominciano a durare di più e, oltretutto, si comincia a dare maggiore attenzione sia ai personaggi che alla trama. Tanto è vero che è da questi anni che cominciano a sorgere attori che noi consideriamo immortali, tra cui citiamo Charlie Chaplin (i cui video ‘didattici’ sono condivisi tutt’oggi) e la coppia Stanlio & Olio, alias Stan Laurel e Oliver Hardy.

Gli attori ‘sovrastano’ il genere, tanto è vero che, appunto, si ricorda più degli insegnamenti di Chaplin (come ne ‘Il Grande Dittatore’ o ‘Il Monello’) che non dimentica affatto chi è in difficoltà e, attraverso una risata, prova a lasciare un mondo migliore a chi viene dopo di lui. 

charlie chaplin attore foto

Non c’è, ovviamente, solo Charlie Chaplin. Nella storia è anche la mimica dello statunitense Buster Keaton, con un paradosso: difficilmente il protagonista ride nei film tanto da guadagnarsi la fama di ‘comico che non ride mai’, inventando una mimica diversa dal solito.

Tra la filmografia, da ricordare ci sono ‘La legge dell’ospitalità’ e ‘Come vinsi la guerra’.

Comincia la rivoluzione nel genere comico: il sonoro

È a cominciare dagli inizi della Grande Depressione del ’29, quindi dagli anni ’30, che il genere comico si rivoluziona. Entra in pianta stabile il sonoro con risultati iniziali ai limiti del grottesco, ma solo perché, ovviamente, in una rivoluzione come questa è necessario un periodo di adattamento. 

Sono però i fratelli Marx a dare il là al corretto utilizzo della voce e dei suoni, con una serie di innovazioni, tra cui usare gli oggetti al posto del parlato e far nascere degli argomenti e ragionamenti ai limiti del paradosso. Groucho Marx, uno dei due fratelli si distinguerà per una filmografia di tutto rispetto come ‘Una notte all’opera’ e ‘La guerra lampo dei fratelli Marx’ oltre che per i suoi baffi caratteristici.

Ma i più famosi del genere comico del tempo, in tal senso, sono Stanlio & Olio, ossia gli attori Stan Laurel e Oliver Hardy. Una coppia inseparabile, che si completa a vicenda: uno più robusto e risolutore di problemi, l’altro più mingherlino ma combinatore di disastri.

Oltre, ovviamente, all’immensa bravura di questi due attori, c’è la particolarità dello sguardo in camera di Olio (Oliver Hardy) per cercare, in maniera ironica, il sostegno del pubblico. C’è chi dice che siano la coppia più famosa della storia del mondo del cinema.

Magari non sarà proprio così, però hanno accompagnato almeno quattro generazioni di amanti del cinema, più quelle future grazie a film come ‘I diavoli volanti’, ‘I figli del deserto’ e ‘Il compagno B’.

Dal Dopo Guerra agli anni ‘70

Anche in Italia abbiamo gli Stanlio e Olio nostrani: stiamo parlando di Gianni e Pinotto. Bravissimi, ma non hanno avuto la loro stessa notorietà. La loro comicità si concentra sulle critiche al ceto medio e la particolarità sta nel fatto che hanno ‘mischiato’ anche thriller e horror. Tra i film da ricordare c’è ‘Gianni e Pinotto reclute’, del 1941, con un incasso che li fa entrare nella storia del cinema.

Al di là, comunque, degli attori specifici, c’è da dire, comunque, che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale si assiste a continue evoluzioni del genere. Infatti, l’eccesso arriva a un limite tale che si inizia a parlare di farsa, inteso in senso positivo. L’esaltazione di ciò che è comico di cui il maggiore esponente è l’attore Jerry Lewis, grazie al fatto che il suo personaggio si fa notare fin da subito per il fisico eccessivo e per le situazioni ai limiti dell’inverosimile in cui si ritrova. Un esempio per tutti è ‘Le folli notti del dottor Jerryll’ del 1963, che è una parodia dell’omonimo romanzo. 

Accanto a ciò, però, comincia a prendere il suo spazio anche la commedia, con pellicole come ‘Hollywood party’ diretto da Blake Edwards. C’è anche, inoltre, chi dal muto ha fatto il passaggio al sonoro in maniera quasi indolore. Esempio tra i tanti è Jacques Tati, prendendo spunto da Keaton. In soli 6 lungometraggi (questo è il numero della sua filmografia) è riuscito a dare una impronta al genere comico non indifferente, portando in scena un personaggio silente, pensieroso ma comico nello stesso tempo. 

Andiamo negli anni ’70. Qui si comincia a sentire l’influsso della TV e la commedia prende sempre più spazio. Il genere comico, inoltre, viene sempre più contaminato da altre tipologie, come nel caso di ‘Frankenstein Junior’, film diretto da Mel Brooks nel 1974.

Oppure ‘Ridere per Ridere’, dell’anno successivo, di John Landis, che ‘deride’ la televisione e i mass media in generale. Non dimentichiamo che siamo comunque anche negli anni delle rivoluzioni. 

È però Woody Allen il vero ‘leader’ del genere comico di quegli anni. Ha cominciato la carriera con forme più leggere per poi cimentarsi in una comicità molto più impegnativa, tanto da sfociare anche in opere perfino più drammatiche. Ha lavorato anche in TV e ha prodotto pellicole come ‘Prendi i soldi e scappa’, ‘Harry a pezzi’ e ‘Il dittatore dello stato libero di Bananas’.

Da menzionare anche Monty Python, un gruppo costituito alla fine degli anni ’60 (nel 1969 per essere precisi), di origini inglese e composto da 6 persone: Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin. Anche loro, così come i predecessori, deridono usi e costumi della classe media e, attraverso anche montaggi surreali o quantomeno particolari, hanno provato a smuovere le coscienze. Hanno lavorato in TV nel programma ‘Monty Python’s Flying Circus’ e, ovviamente, anche al cinema con ‘E ora qualcosa di completamente diverso ’. 

Dagli anni ’70 a oggi: il genere comico diventa commedia

Menzionare tutti gli artisti che hanno fatto grande il genere comico è impossibile, ma in linea di massima, dagli anni ’70 ad oggi, si è assistito a una trasformazione che l’ha portato a tramutarsi, per alcuni tratti, in commedia.

È un passaggio graduale, che comincia con ‘Animal House’ del 1978, diretto da John Landis, per poi proseguire con ‘L’aereo più pazzo del mondo’, del 1980 e il film natalizio per eccellenza ‘Una poltrona per due’ di Eddie Murphy, nel 1983. Comincia anche il periodo delle saghe, con Scuola di Polizia che, cominciato nel 1984, si estende per diversi anni. 

Uno degli attori più famosi in tal senso è Jim Carrey ma anche Mr. Bean – interpretato da Rowan Atkinson – è stato protagonista in tal senso in questi anni.

La comicità dalla risata facile e immediata ha avuto il suo culmine in Italia con i ‘Cinepanettoni’ e con le brevi pillole televisive.

Ma, nel nostro paese, con la commedia all’italiana abbiamo anticipato di molto i tempi. 

i mostri vittorio gassman

Commedia all’italiana

L’evoluzione del genere comico in Italia la si accosta all’avvento della cosiddetta “commedia all’italiana”. La capitale Roma il fulcro, centro nevralgico di quasi tutte le produzioni. Oggi è inteso quasi in senso dispregiativo, però nell’immediato dopoguerra con questo termine si indicava un qualcosa di peculiare del nostro paese.

Un qualcosa che, insomma, lo contraddistingueva anche dal punto di vista cinematografico. 

Film e attori famosi genere comico

Film come Amici miei di Tognazzi o Non ci resta che piangere con protagonisti Massimo Troisi e Roberto Benigni toccano temi e avvenimenti storici delicati, ma in una versione decisamente ironica. Ed è proprio questo il punto: il film comico non deve solo far ridere ma anche far riflettere. E, nel caso, anche mostrare un lato di qualcosa che, spesso, viene quasi nascosto. 

Le loro gag contribuiscono a dare quella sensazione di leggerezza in più dei contenuti rappresentati. Ciò che poi caratterizzava personaggi comici di periodi precedenti come Totò e Alberto Sordi.

recensione miseria e nobiltà

Autentici principi della serata. “Totò, Peppino e la malafemmena” più “Un americano a Roma” sono pietre miliari nella storia cinematografica italiana. In pratica nella commedia all’italiana si rappresenta la società in tutte le sue sfaccettature, siano esse negative o positive. Raccontando la vita ‘vera’, reale, quella delle persone comuni, al di là dei grandi fatti di cronaca. 

alberto sordi foto

Le società e le ambientazioni di varie epoche vengono fuori tra avvenimenti mondani e punti di ritrovo popolari per dare sfogo alla realtà nella sua interezza. Il racconto dei dettagli e dei particolari di ogni singolo fotogramma sociale è una delle caratteristiche preminenti del genere comico, affinate nel tempo.

Nel genere comico irrompe il “cinepanettone”

Dagli anni ’80 è subentrato nel cinema italiano una sorta di variante della comicità, il cosiddetto cinepanettone. Una comicità meno pensata e più urlata, più istintiva e meno razionale. Forse che fa meno riflettere e, proprio per questo, aspramente criticata dai cultori dello stesso genere comico. 

Un genere di grande successo che, a differenza dei precedenti, divide maggiormente per i contenuti, spesso e volentieri oltre le righe, messi in evidenza. Attori come Christian De Sica, figlio dell’indimenticabile Vittorio De Sica, e Massimo Boldi ne sono stati i pilastri per un lungo periodo.

L’accoppiata sul set funzionava eccome e i numeri in continua ascesa degli scorsi anni denotavano una crescita pressoché inarrestabile. Oggigiorno il cinema cosiddetto d’autore sembra nuovamente tornare in auge.

Paolo Villaggio e Renato Pozzetto rivoluzionano il genere comico

In questo senso vale la pena citare altri due personaggi storici della comicità all’italiana come Paolo Villaggio e Renato Pozzetto. Entrambi hanno messo in scena il prototipo dell’uomo italiano totalmente asservito al potere. Emblema di una condizione di disagio e di inferiorità che caratterizzava gli antenati dei film comici italiani.

Il ragazzo di campagna datato 1984, ad esempio, costituisce una cartina di tornasole emblematica. Il giovane Pozzetto veste la parte di un campagnolo che decide, ad un certo punto, di cambiare vita e orientarsi verso un’esistenza cittadina e urbana.

La stessa comicità di Villaggio con il suo personaggio Fantozzi rientra in quell’epicità e quel cambiamento culturale che fa, allo stesso tempo, divertire lo spettatore. In pratica, il ragionier Fantozzi rispecchia la volontà e, paradossalmente, l’inconsapevolezza ingenua dell’uomo comune di potersi confrontare con una certa èlite. Uscendone sempre sconfitto.

paolo villaggio foto

L’irruzione di Checco Zalone nel genere comico

Il genere comico introdotto negli ultimi anni, ad esempio, dall’attore Checco Zalone indirizza il cinema verso una derisione totale dei costumi e dei fenomeni sociali.

Un cinema altrettanto irriverente e, a tratti, compromettente sulla scia di illustri predecessori.

Conclusioni

In generale, il genere comico associato al cinema presenta un paradigma di questo tipo: risata, irriverenza e sfottò rivolti verso un certo tipo di borghesia e di società “asservite” al potere e al clientelismo. Una sorta di trasposizione della realtà all’interno della cinematografia. Un processo ancora oggi in atto, ma in una chiave meno politicamente corretta.