Film italiani: i più belli di sempre

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Film italiani: i più belli di sempre, nel post a cura di CineMagazine

Il cinema italiano ha tanto da dire e da dare. I cimeli scolpiti nella storia, a livello cinematografico, sono lì a portata di tutti e facilmente apprezzabili nella loro complessità e naturalezza. La maggior parte dei film italiani più belli di sempre hanno un’età avanzata, ma che non scalfisce il loro fascino e la loro integrità.

In questo post a cura di CineMagazine, vediamo insieme quali sono i film italiani più belli di sempre. Bentornati sul nostro portale!

Ladri di biciclette

Ladri di biciclette è il film che ha lanciato sul grande schermo un certo Vittorio De Sica.

Datato 1948, rappresenta a pieno i valori del neorealismo italiano, che ha conquistato milioni di consensi tra addetti ai lavori e non.

La rivista britannica Empire lo ha inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare di tutti i tempi. Racconta la storia di una Roma proiettata nel secondo dopoguerra tra miseria, rassegnazione e umiltà. 

Il protagonista Antonio Ricci è lo spaccato di un momento sociale tutto italiano, relativamente ad un popolo che cerca di andare avanti a fatica, ma con dignità, sia a livello lavorativo che umano.

Gli attori non professionisti che hanno girato questo film lo rendono ancora più genuino nella sua essenza.

La dolce vita

Film del 1960 ad opera di Federico Fellini. Protagonista il mito di Marcello Mastroianni, attore iconico. Al suo fianco interpretazione magistrale dell’attrice svedese Anita Ekberg nei panni di Sylvia, punta di diamante del cinema americano. Il film è noto, anche e soprattutto, per la scena di Fontana di Trevi tra i due protagonisti.

Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1960 e premio Oscar due anni più tardi per i Migliori costumi. I tratti di una Roma mondana e piena di vita vengono espressi a pieno con la collaborazione del fascino d’altri tempi di Marcello Rubini, alias Marcello Mastroianni, giornalista di gossip, la cui attività si interseca con le vicende private e pubbliche di personaggi famosi. 

Dino De Laurentiis ne è stato il creatore originario, prima che i contrasti con lo stesso Fellini lo allontanassero dal prodotto e producessero una rottura definitiva tra i due. Le divergenze erano soprattutto sul cast e sul budget, così come sulla sceneggiatura. È risaputo che al posto di Mastroianni ci sarebbe dovuto essere Paul Newman

Paisà

Film di Roberto Rossellini del 1946, che fa luce sul neorealismo tipicamente italiano in maniera piuttosto evidente ed emblematica. Ambientato in uno scenario di lotta antifascista nell’ambito del quale si celebra l’avanzata delle truppe alleate, attraversando praticamente tutta l’Italia. 

Si compone di ben 6 episodi che raccontano, in linea di massima, il percorso compiuto dalle truppe. Ogni episodio evidenzia il valore di una singola città, da Napoli a Roma, passando per Firenze e l’Appennino emiliano. 

Una sorta di riscatto collettivo e sociale reso possibile dalla rappresentazione geografica della lotta contro i soprusi fascisti. Pietra miliare del racconto dell’Italia durante la guerra, fornendo, di fatto, uno sguardo umano e innocente ad un contesto fatto di ferite da rimarginare, sotto tutti i punti di vista.

Il gattopardo

Film del regista Luchino Visconti del 1963, tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Palma d’oro come miglior film al Festival di Cannes. Rovescia la visione della nobiltà sotto il profilo angelico per darne una constatazione di fatto maggiormente decadente. 

Pone l’accento, in particolare, sulla famiglia siciliana nobiliare dei Corbera. Ambientato nella Sicilia di fine ‘800/inizio ‘900. Il passato fa da contraltare ad un presente dove si afferma la presenza delle truppe garibaldine, sfruttata dalla stessa famiglia per riprendere, in un certo senso, il prestigio perso sul territorio. 

Un film così di successo che l’appellativo di gattopardo in politica vuol dire proprio quando qualche partito o personaggio politico sembra che cambi comportamento ma, in realtà, non è cambiato assolutamente nulla.

C’era una volta in America

Sergio Leone sforna questo capolavoro cinematografico nel 1984, avvalendosi di un cast stellare capitanato da Robert De Niro e James Woods. Narra le vicende di un personaggio criminale che compie la sua ascesa in una New York paralizzata dal proibizionismo, in vigore all’inizio del ‘900. 

Il malaffare americano si scontra con una realtà in espansione, ma spesso la sovrasta e primeggia rispetto ad essa, riscrivendo le regole del vivere sociale. Terzo capitolo della Trilogia del tempo dopo C’era una volta il West e Giù la testa.

I soliti ignoti

Commedia di Mario Monicelli del 1958, che rappresenta il caposaldo del cosiddetto genere cinematografico caper movie, ascrivibile al settore gialli. 2 volte vincitore dei Nastri d’argento e candidato premio Oscar nel 1959 per quanto riguarda la categoria Miglior film straniero. Protagonisti d’eccezione Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò, Claudia Cardinale.

Segna la nascita della cosiddetta commedia all’italiana, degno successore del neorealismo vecchia maniera. La comicità fa riferimento soprattutto alle vicende delle persone comuni, in contrasto con riferimenti nobiliari, nelle quali tutti possono indistintamente immedesimarsi. Uno dei salti di qualità maggiormente apprezzabili sotto questo profilo.

La Vita è Bella

Questo film commovente ci regala una prospettiva unica sulla tragedia dell’Olocausto. Roberto Benigni, con la sua straordinaria interpretazione, unisce il dramma e la commedia in un modo che tocca il cuore. Una storia di amore, coraggio e speranza che lascia un’impronta indelebile. 

8 e Mezzo

Federico Fellini ci trasporta nel mondo surreale e onirico della mente di un regista in crisi.

Marcello Mastroianni offre una performance straordinaria, mentre la regia di Fellini sfiora la perfezione. Un’opera d’arte che invita a riflettere sulla creatività e sull’identità artistica.

Mamma Roma

Anna Magnani brilla in questo dramma di Pasolini che esplora le sfide della vita urbana. Una madre che cerca una vita migliore per sé e per suo figlio.

Il film cattura l’anima di Roma e offre una visione cruda e potente della società dell’epoca.

La Ciociara

Sophia Loren offre una performance indimenticabile, in questo film che segue le vicende di una madre e sua figlia durante la Seconda Guerra Mondiale.

De Sica cattura la disperazione e la forza dell’amore materno in un contesto di tragedia, come quello della guerra.

C’era una Volta il West

Un capolavoro del western all’italiana. Sergio Leone ci regala un’epica storia di vendetta, con personaggi iconici e una colonna sonora indimenticabile di Ennio Morricone.

Un film che ha ridefinito il genere e continua a ispirare i cineasti di tutto il mondo ancora oggi.

Nuovo Cinema Paradiso

Un inno all’amore per il cinema. Tornatore ci porta in un viaggio nostalgico attraverso l’infanzia e la passione per il grande schermo. Una storia commovente che celebra il potere magico del cinema di un tempo. Anche in questo caso la colonna sonora di Ennio Morricone fa da stupefacente cornice ad un film che tocca le corde del cuore.

La Grande Bellezza

Sorrentino ci offre uno sguardo affascinante e critico sulla società contemporanea, attraverso gli occhi di un giornalista invecchiato.

Visivamente stupefacente, il film cattura l’estetica di Roma e ci invita a riflettere sulla ricerca della bellezza e del significato della vita, nella società moderna, priva di valori e principi morali.