Film francesi, i più belli di sempre

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Film francesi, i più belli di sempre, nel post a cura di CineMagazine

Il cinema si è saputo costruire nel tempo un’aura di libertà, intraprendenza, passione e leggerezza. Valori che si accostano in maniera preponderante al cinema francese. Una corrente di pensiero e di azione, che ha fornito chiavi di lettura e spiragli letterari apprezzabili dal pubblico e dalla critica. I film francesi hanno fatto decisamente la storia e, nonostante l’età avanzata, godono ancora oggi di un seguito costante. Perché, soprattutto in un periodo dove la tecnologia sembra farla da padrone in diverse ambiti, c’è chi è rimasto legato a titolo che hanno decine e decine di anni. ù

Il motivo è molto semplice: soprattutto nel cinema, un capolavoro lo è per l’eternità. Al di là dei gusti, al di là delle polemiche, al di là del contesto. 

In questo nuovo post dedicato alle Curiosità, vediamo insieme quali sono i film francesi più famosi di sempre. Bentornati sul nostro portale!

La passione di Giovanna d’Arco

Uno dei pilastri del cinema francese, essenzialmente muto, è il film del regista Carl Theodor Dreyer, datato 1928. Manifesto di un genere drammatico e biografico all’interno del quale si enfatizza la figura di Giovanna d’Arco, interpretata dall’attrice Renée Falconetti. Volti, sguardi e spazi ne rappresentano il punto di forza, su cui si costruisce l’intera pellicola.

Le espressioni della protagonista uniscono corpo e anima nella sua battaglia per conto della Francia, della sua patria, restituendone un’immagine martoriata, ma eroica. Ancora oggi celebrata in quanto tale. I rimandi alla religione e alla parola di Dio sono piuttosto ricorrenti. E, in un paese molto laico come la Francia, può sembrare quasi un paradosso.

Jules e Jim

Questo film trae origine dalla mente di Francois Truffaut. Ambientato nei primi anni del ‘900 a Parigi, racconta la storia di due amici, Jules e Jim, rispettivamente austriaco e francese, uniti dalla stessa passione per l’arte.

Saranno uniti, inoltre, dal desiderio di possedere la stessa donna, sotto tutti i punti di vista. Tratto dal romanzo di Henri-Pierre Roché, si consuma una tragedia sul finale che produce una vera e propria escalation in termini narrativi.

La perfezione a cui ambiscono i due protagonisti si scontra con la realtà di un’imperfezione seducente, ma fatale per entrambi.

La grande illusione

Jean Renoir dà vita, nel 1937, ad un film nominato agli Oscar nel 1939. Controverso e dibattuto a causa di una connotazione positiva data alla Francia in quanto nazione, in contrapposizione ad un’idea ripugnante della guerra e del nazismo in particolare.

Tanto è vero che gli stessi nazisti provarono con tutte le loro forze ad ostacolare questa pellicola e vi riuscirono anche, in un certo senso, proibendone la visione su suolo tedesco, così come imitato dall’Italia. Un film molto schierato, che ha avuto problemi a diffondersi in paesi dove vigeva la dittatura, non certo per la qualità del film, anzi.

In America, invece, ottiene un successo strepitoso, manifestando una certa indole democratica e pacifista, anticonformista rispetto ai tempi di proiezione e distribuzione.

Frank Costello faccia d’angelo

Dal lavoro del regista Jean-Pierre Melville trae origine questo film datato 1968. Il personaggio di Alain Delon, Frank Costello, rappresenta un sicario a sangue freddo.

Un tipo solitario e privo di emozioni, consapevole della sua condizione di freddezza emotiva, particolarmente rimarcata sia nella sceneggiatura che nell’ambientazione. Il protagonista meno protagonista che il noir francese abbia mai messo in evidenza

Alba tragica

Film degli anni ’30 di Marcel Carné con la collaborazione attiva di Jacques Prévert. Il protagonista si macchia di un assassinio efferato, che mette al centro l’esposizione di una vita fragile, solitaria e precaria, soprattutto dal punto di vista emotivo.

La dura realtà di Francois si combina con una fragilità interiore tra i punti di forza principali della regia di Carné.

Fino all’ultimo respiro

Lungometraggio di Godard del 1960. Rompe gli schemi classici del cinema francese ed eletto in maniera univoca il manifesto della cosiddetta Nouvelle Vague.

La modalità espressiva attiva rende il film talmente dinamico da tenere attaccato lo spettatore su qualsiasi scena rappresentata. 

Ispirato ad una storia vera di cronaca, dove un criminale di nome Michel Poiccard uccide un poliziotto. In virtù di ciò scappa dalla Francia per cercare di rifugiarsi in Italia con la complicità di una sua ex amante, ma la sua avventura finirà molto male.

Lèon

Il regista francese Luc Besson identifica nella figura di Lèon, il classico antieroe con il quale lo spettatore può facilmente immedesimarsi. La crescita narrativa è semplice, ma complessa allo stesso tempo. Un film d’azione, ma mai violento nella sua espressione.

Una storia d’amore, per certi versi, alternativa e che lega i personaggi in una sorta di rapporto interdipendente.

Bella di giorno

Film di Luis Bunuel con ambientazione Parigi degli anni ’60. Vincitore del Leone d’Oro dell’edizione del Festival di Venezia nel 1967.

Il cineasta spagnolo vuole mettere al centro le contraddizioni di una classe sociale elevata rispetto al rapporto con le altre.

Le differenze di classe e l’approccio dell’alta borghesia sono gli argomenti più sviluppati nella pellicola.

Il tempo delle mele

Diretto da Claude Pinoteau e uscito nel 1980, ‘Il tempo delle mele’ è un misto tra amori adolescenziali e di conflitto generazionale. Da segnalare anche la presenza, nel ruolo di attrice protagonista, di Sophie Marceau. In particolare, Vic – la protagonista, appunto – deve anche affrontare la crisi coniugale dei suoi genitori e viene ‘allevata’ dalla bisnonna ‘Poupette’. Il finale è sorprendente per quanto riguarda la trama ma è meglio non spoilerare. 

Si tratta di una pellicola conosciuta in tutto il mondo, ottenendo uno strepitoso successo anche nel nostro paese, grazie anche alla colonna sonora.