Film americani: i più belli

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marlon brando foto

Film americani: i più belli di tutti i tempi, nel post a cura di CineMagazine

Nel mondo il cinema americano, nell’immaginario collettivo, è certamente il più riconosciuto e ammirato in assoluto. Da molti film prodotti a quelli latitudini traggono ispirazione momenti, riflessioni, azioni, gioie e dolori di vita quotidiana che vive la maggior parte degli individui.

È uno di quei filoni che vantano una progressione nel tempo sempre più alta in termini di valore e spessore, così come un’età piuttosto rilevante dal punto di vista storico.

In questo nuovo post a cura di CineMagazine dedicato al cinema a stelle e strisce, vediamo insieme quali sono per noi i film americani più belli di sempre. Bentornati sul nostro portale!

Quarto Potere

Citizen kane, per dirla all’americana, è un film prodotto dalla sapiente mente di Orson Welles nel 1941. Giudicato dall’American Film Institute miglior film americano di tutti i tempi.

Si parte dal racconto di vita di Charles Foster Kane, magnate di primo piano della stampa americana, attraverso la rappresentazione di flashback riepilogativi. È proprio questo gioco temporale verso il passato che caratterizza la cifra denotativa di questo film. Si tenta di mettere insieme frammenti di una vita privata al fine di comprenderne il trauma che ne causa una certa difficoltà emotiva.

quarto potere film

Psycho

Film horror del 1960, uno dei capolavori più apprezzati della cinematografia di Albert Hitchcock. Candidato a 4 premi Oscar per miglior regista, miglior attrice non protagonista, migliore fotografia e migliore scenografia. Un mix di angoscia e brivido tipico del genere a metà strada tra l’horror e il thriller del regista americano in questione.

L’attore Anthony Perkins interpreta questa volontà figurale alla perfezione tramite il personaggio Norman Bates, dalla personalità psicotica e altalenante dal punto di vista emotivo. 

I temi della componente sessuale e del senso di macabro, espresso a pieno con l’esposizione ricorrente del sangue in prima linea, sono piuttosto diffusi all’interno della pellicola. Trasmettono una carica adrenalinica piuttosto spiccata nello spettatore.

psycho film

Taxi Driver

Film del 1976 dal genio di Martin Scorsese. Emblematico di una condizione di esaurimento e stress a cui viene sottoposto quotidianamente un tassista, Travis Bickle, alias Robert De Niro. Questo lo conduce ad una vita di frustrazione e di conseguenti reazioni che danno un brivido in più ad un giallo di matrice psicologica ambientato nella New York post-Vietnam.

Vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes proprio nell’anno in cui esce sul mercato. Jodie Foster agguanta i premi Miglior attrice esordiente e Migliore attrice non protagonista. 

La fotografia dell’America subito dopo la guerra del Vietnam è servita grazie alla descrizione di un uomo che perde ogni punto di riferimento sociale e piomba in un abisso umano senza fine.

Apocalypse Now

Film del 1979 ad opera di Francis Ford Coppola incentrato sulla guerra in Vietnam e sui suoi effetti devastanti. Le scene adrenaliniche fanno piombare lo spettatore in un’atmosfera bellica spettacolare e invitante allo stesso tempo.

Tenebroso e psicotico come pochi, in grado di incarnare a pieno lo stile di un cinema americano che va dritto nella psiche e in una certa mentalità folle. Si veste di un tono documentaristico che fornisce un occhio vigile e attento su una società antieroica e anticonvenzionale.

apocalypse now recensione

Il Padrino

Altro film del leggendario Francis Ford Coppola che, per l’occasione, raduna un cast di livello assoluto. Dentro ci sono Marlon Brando, Al Pacino, James Caan, Robert Duvall. La vita di Don Vito Corleone viene passata al setaccio. 

L’italiano che si trasferisce in America e ne domina la scena dal punto di vista criminale, ma non solo, diventa un must per la cinematografia americana che strizza l’occhio all’Europa. Tiene insieme un concetto di famiglia e di aggregazione che radicalizza, nello specifico, la società americana.

 

Full Metal Jacket

Stanley Kubrick promuove il mito del sergente maggiore Hartman, il cui discorso di apertura ai soldati matricole si presenta come un inno alla motivazione e alla tenacia in chiave militare.

Anche nella fattispecie si evidenziano gli effetti della guerra del Vietnam su determinati soggetti e sulla società nel suo complesso. Candidato premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale, ottiene 1 David di Donatello in quanto miglior produttore straniero e 1 candidatura ai Golden Globe nella categoria miglior attore non protagonista, afferente all’attore Ronald Lee Ermey. Una fotografia delirante e inquietante della presunzione umana e del livello a cui essa può arrivare, se stuzzicata in una certa maniera e con determinati modi.

Casablanca

Film datato del 1942 con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman sugli scudi. Una di quelle pellicole senza tempo attraverso cui immergersi nei meandri della Seconda Guerra Mondiale e oltre.

Riceve ben 8 candidature agli Oscar per miglior film, miglior regista e migliore sceneggiatura. Casablanca è il luogo designato per raccontare la storia d’amore tra due americani che si ritrovano a dover scegliere se morire d’amore o vivere infelici. La risposta si allinea alle esigenze dell’immaginario collettivo e dell’ideologia antifascista.

recensione casablanca

Quei bravi ragazzi

Un giallo di Martin Scorsese orientato verso una declinazione thriller. Favorita, in questo senso, dalle interpretazioni magistrali, in termini di azioni e gesti, di personaggi del calibro di Robert De Niro e Joe Pesci. 

Quest’ultimo si aggiudica l’Oscar nel 1991 in quanto migliore attore non protagonista. La mafia newyorkese degli anni ’50, unita alle origini italo irlandesi del protagonista, mettono in risalto le insidie e le opportunità di una vita da gangster.

Pulp Fiction

Quentin Tarantino, John Travolta, Samuel Lee Jackson, Uma Thurman, Bruce Willis. Bastano questi nomi per elevare al meglio un film di spessore. Premiato al Festival di Cannes, ma non solo. Premio Oscar per miglior sceneggiatura originale. 

Mette in scena una Los Angeles dal sapore pop, laddove gli slang, le citazioni, i rimandi e le situazioni pericolose si immischiano i poco raccomandabili protagonisti sono all’ordine del giorno. La violenza è dilagante e i dialoghi sono espressi in tutta la loro drammaticità.

pulp fiction foto

Ritorno al futuro

Film manifesto della cinematografia di Robert Zemeckis, destinato a fare scuola nel mondo dei sogni e dell’attraversamento ultra-dimensionale. Una vera e propria commedia, icona degli anni ’80, in cui si intrecciano le vite di uno studente di liceo con un bizzarro scienziato. Questi danno vita ad una macchina del tempo in grado di modificare il passato, ma con conseguenti ripercussioni sul futuro. Il viaggio nel tempo assume una dimensione iconica e diviene strumento con cui sognare e delineare scenari al di fuori della normalità presente per le future generazioni.