Festival internazionale del cinema di Berlino, storia e premi

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Festival internazionale del cinema di Berlino: storia e premi nel post a cura di CineMagazine

Spesso alla gloria e alla riconoscenza universale per il lavoro e la propria bravura davanti ad un nutrito gruppo di telecamere si accompagnano premi dalla grossa levatura. Senza di essi la propria carriera appare spoglia e manchevole di prestigio. Il pedigree di ogni singolo attore e attrice dipende anche molto da questo. Il Festival di Berlino è storico sotto questo punto di vista e ha visto sfilare su quel red carpet tante celebrità a livello cinematografico.

Nulla da invidiare ad altri Festival, come il Festival di Venezia o di Cannes, andiamo a vedere insieme in cosa consiste e alcune curiosità sul Festival di Berlino nelle righe a seguire. Bentornati su CineMagazine!

La nascita del Festival di Berlino

Il Festival di Berlino, ufficialmente conosciuto come Festival internazionale del cinema di Berlino, come da tradizione, si apre al pubblico annualmente nel mese di febbraio. Nella capitale tedesca sfilano, come da copione, attori, registi, produttori e addetti ai lavori in gara nelle varie categorie rappresentate.

Il primo Festival di Berlino riconosciuto in via ufficiale si è svolto nel lontano 1951. Il primo film ad essere illustrato in gara è stato “Rebecca, la prima moglie” del regista Alfred Hitchcock. Non certo una pellicola qualunque, insomma.

All’inizio del festival, il cinema tedesco la faceva da padrone, forse anche per rimarcare la presenza tedesca dopo la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale, salvo poi essere relegato essenzialmente ai margini da altri filoni cinematografici in forte ascesa dagli anni ’50 in poi, soprattutto a livello americano ed europeo.

Anche perché, senza nulla togliere agli artisti tedeschi, negli anni ’20 il cinema della Germania era molto più florido rispetto a quello post-bellico. Del resto, comunque, c’è da capire che Berlino era una città completamente rasa al suolo e, quindi, l’obiettivo prioritario era quello di ricostruire. 

L’avvento della Seconda Guerra Mondiale aveva stoppato il processo di ascesa e di centralizzazione mediatica del Festival di Berlino, salvo, poi, tornare in auge dal 1956 in poi.

L’Orso d’oro: il premio più prestigioso del Festival del cinema di Berlino

Il premio principale assegnato in Germania riguarda l’Orso d’oro. Trattasi di una statuetta in bronzo, placcata in oro e dal valore inestimabile. Uno dei riconoscimenti più ambiti in assoluto dai registi e dagli attori di ogni parte del mondo. Viene assegnato al miglior film, in relazione a determinati giudizi emessi da una giuria di riferimento.

All’Orso d’oro si accosta subito dopo, in termini di prestigio e gloria, un altro riconoscimento altrettanto ambito quale l’Orso d’argento. Esso vale soprattutto per le personalità che si distinguono in quanto miglior regista, miglior sceneggiatore e miglior interpretazione da protagonista e non. Questi premi vengono assegnati dalla cosiddetta giuria internazionale.

Non bisogna, però, entrare in confusione: oro e argento, in questi casi, non sono usati per dare più valore all’uno o l’altro premio. Semplicemente, è soltanto una differenziazione. Da un lato ci sono i film e dall’altro i personaggi che contribuiscono a rendere un capolavoro quella pellicola.

Per quanto riguarda, invece, la giuria “Encounters”, essa rivela il miglior film, il miglior regista e il premio speciale della giuria. Previste candidature dirette per il miglior documentario e il miglior cortometraggio, altra categoria piuttosto folta rappresentata al Festival di Berlino.

L’Orso di cristallo rientra in una categoria a parte: vede l’assegnazione del titolo di miglior film e miglior cortometraggio, ma riservato solamente a bambini e ragazzi in gara. Una iniziativa per avvicinare i più piccoli al cinema e, perché no, provare a scovare qualche talento in erba prima di tutti.

I premi delle giurie indipendenti sono altrettanto prestigiosi perché conferiti da organizzazioni e sezioni a parte, come ad esempio quella ecclesiastica. Alcuni di questi premi presentano un valore simbolico eccezionale. Riguardano, ad esempio, qualità estetiche e impegni sociali riscontrati in determinate pellicole o, ancora, produzioni che si distinguono per il particolare trattamento di temi come la politica e i diritti umani.

In pratica, in base ai temi rappresentati ogni premio può avere un valore astratto e concreto allo stesso tempo conferito dalla giuria a cui si fa riferimento. Anche il pubblico e i lettori hanno diritto di voto sui film attraverso il Premio dei lettori e il cosiddetto Panorama Audience Award.

La modifica dei premi del Festival internazionale del cinema di Berlino

Dagli anni 2000 in poi sono stati compiuti dei tagli sostanziali ai premi assegnati, sia in termini numerici che qualitativi. Fino a quel momento sul piatto della bilancia si riscontravano riconoscimenti ulteriori come l’Orso d’argento per il miglior contributo singolo, il premio l’Angelo azzurro e il premio Alfred Bauer. Scomparsi questi premi onorari, si è puntato maggiormente sulla qualità e meno sulla quantità.

Gli attori emergenti hanno la possibilità di essere valutati da una giuria internazionale che assegna loro annualmente lo Shooting Stars Award, riservato in particolar modo ai primi 10 in graduatoria. 

Valutazioni effettuate in relazione al carattere e all’abilità delle performance, in riferimento soprattutto a pellicole fresche e di ultima uscita. Tutto ciò consente loro di prendere parte a servizi fotografici e incontri esclusivi con registi e produttori al fine di aumentare il riscontro su base cinematografica.