Attori che hanno rifiutato ruoli poi diventati iconici: alcuni esempi che hanno fatto la storia del cinema, nel post a cura di CineMagazine
Nel cinema basta una scelta per cambiare una carriera. Un attore accetta una sceneggiatura, un altro la rifiuta, qualcuno è impegnato su un altro set e qualcun altro semplicemente non riesce a immaginare il potenziale di un personaggio. Solo anni dopo diventa evidente quanto quella decisione avrebbe potuto cambiare la storia di Hollywood.
Gli attori che hanno rifiutato ruoli poi diventati iconici sono molti più di quanto si possa pensare. Alcune delle parti oggi inseparabili dai volti che le hanno interpretate erano state inizialmente proposte ad altre star. In certi casi si trattò di una scelta consapevole, in altri di problemi contrattuali o di sovrapposizioni tra produzioni.
Da Neo di Matrix ad Han Solo, passando per Forrest Gump e Gandalf, ecco alcuni dei casi più curiosi. Bentornati sul nostro portale!
Will Smith avrebbe potuto essere Neo in Matrix
Oggi è praticamente impossibile immaginare Matrix senza Keanu Reeves nei panni di Neo. Eppure il protagonista della saga dei Wachowski avrebbe potuto avere un volto completamente diverso.
Tra gli attori presi seriamente in considerazione ci fu infatti Will Smith, che decise di non partecipare al progetto. Lo stesso attore ha raccontato negli anni di non essere rimasto particolarmente convinto dal modo in cui gli era stato presentato il film. Smith scelse invece di lavorare a Wild Wild West.
La storia avrebbe preso due direzioni completamente differenti: Matrix sarebbe diventato uno dei film di fantascienza più influenti degli anni Novanta, mentre Neo avrebbe consacrato definitivamente Keanu Reeves come icona del genere.
È probabilmente uno dei rifiuti più celebri nella storia recente di Hollywood.
Al Pacino disse no ad Han Solo
Prima che Harrison Ford trasformasse Han Solo nel contrabbandiere più famoso della galassia, il ruolo venne associato anche ad attori già molto affermati. Tra questi c’era addirittura Al Pacino.
L’attore ha successivamente raccontato di aver ricevuto la sceneggiatura di Star Wars, ma di non aver compreso pienamente il progetto. Considerando quanto fosse insolito il film immaginato da George Lucas per gli standard degli anni Settanta, la reazione non appare così sorprendente.
Alla fine la parte andò a Harrison Ford, che costruì un personaggio caratterizzato da ironia, arroganza e vulnerabilità. Il risultato fu talmente efficace che oggi Han Solo e Harrison Ford sembrano quasi impossibili da separare.
John Travolta e Forrest Gump
Tom Hanks vinse l’Oscar interpretando Forrest Gump nell’omonimo film del 1994, ma prima che il ruolo arrivasse nelle sue mani vennero valutati altri attori.
Uno dei nomi più famosi legati al progetto è quello di John Travolta, che in seguito ha riconosciuto di avere lasciato passare un’opportunità importante.
Il destino, però, fu particolarmente curioso: proprio negli stessi anni Travolta rilanciò la propria carriera grazie a Pulp Fiction. Entrambi gli attori finirono così protagonisti della stagione cinematografica del 1994, seppure attraverso film completamente differenti.
Tom Hanks rese Forrest uno dei personaggi più riconoscibili del cinema americano, costruendo un’interpretazione basata su ingenuità, dolcezza e straordinaria normalità.
Michelle Pfeiffer poteva essere Clarice Starling
Il personaggio di Clarice Starling in Il silenzio degli innocenti è indissolubilmente legato a Jodie Foster, vincitrice dell’Oscar come migliore attrice per quella interpretazione.
Il ruolo era stato però proposto anche a Michelle Pfeiffer. L’attrice ha raccontato di aver trovato il materiale estremamente oscuro e di non essersi sentita a proprio agio con alcuni aspetti della storia.
La parte passò quindi a Foster, che insieme ad Anthony Hopkins contribuì a creare uno dei thriller più importanti della storia del cinema.
Clarice non è l’eroina tradizionale del genere. È giovane, intelligente e determinata, ma costantemente immersa in un ambiente ostile.
La vulnerabilità controllata di Jodie Foster diventò uno degli elementi fondamentali del film.
Sean Connery e il ruolo di Gandalf
Tra le storie più curiose legate a Il Signore degli Anelli c’è quella di Sean Connery, che avrebbe potuto interpretare Gandalf. L’ex James Bond decise però di non partecipare al progetto. Negli anni successivi spiegò di non essere riuscito a comprendere completamente il materiale, neppure dopo aver letto i libri e la sceneggiatura.
Il ruolo andò così a Ian McKellen, la cui interpretazione sarebbe diventata uno degli elementi più amati delle trilogie dirette da Peter Jackson.
È uno di quei casi in cui il rifiuto sembra aver favorito involontariamente la combinazione perfetta tra attore e personaggio: oggi immaginare un Gandalf diverso da McKellen è particolarmente difficile.
Matt Damon poteva essere il protagonista di Avatar
Anche Avatar avrebbe potuto avere un protagonista molto diverso. James Cameron aveva pensato a Matt Damon per il ruolo di Jake Sully, proponendogli di partecipare al progetto.
Damon decise però di rinunciare, principalmente perché impegnato con altri lavori e con gli obblighi legati alla saga di Jason Bourne.
La parte finì nelle mani di Sam Worthington, allora decisamente meno famoso, mentre Avatar diventò uno dei maggiori fenomeni commerciali della storia del cinema.
Damon ha successivamente raccontato l’episodio con molta ironia, soprattutto considerando le condizioni economiche particolarmente interessanti che avrebbero accompagnato la sua partecipazione al progetto.
Nicolas Cage avrebbe potuto essere Aragorn
Un altro volto sorprendentemente associato alla Terra di Mezzo è quello di Nicolas Cage. All’attore venne proposta la possibilità di interpretare Aragorn nella trilogia de Il Signore degli Anelli.
Cage decise di non accettare soprattutto per ragioni personali: le riprese avrebbero richiesto un lungo periodo lontano da casa, considerando che la produzione si sarebbe svolta principalmente in Nuova Zelanda.
La storia del casting di Aragorn fu in realtà particolarmente movimentata, ma alla fine il personaggio trovò il proprio volto definitivo in Viggo Mortensen.
Il risultato è diventato storia: Mortensen ha costruito un Aragorn solenne ma profondamente umano, capace di passare dal guerriero solitario al sovrano senza perdere credibilità.
Hugh Jackman disse no a James Bond
Dopo l’addio di Pierce Brosnan alla saga di 007, anche Hugh Jackman ebbe la possibilità di avvicinarsi al ruolo di James Bond.
L’attore australiano, ormai conosciuto in tutto il mondo come Wolverine, preferì però non intraprendere contemporaneamente un altro franchise così impegnativo. Jackman ha inoltre raccontato di avere avuto perplessità sulla direzione creativa che la saga avrebbe potuto prendere.
Alla fine la scelta ricadde su Daniel Craig, protagonista di Casino Royale nel 2006. Craig avrebbe reinventato Bond attraverso un’interpretazione più fisica, tormentata e vulnerabile rispetto a molte incarnazioni precedenti.
Quella che poteva sembrare una scelta rischiosa diventò così una delle più importanti trasformazioni nella storia di 007.
Tom Selleck e Indiana Jones: un caso particolare
Il caso di Tom Selleck è leggermente diverso da un semplice rifiuto. L’attore era stato scelto per interpretare Indiana Jones e aveva persino sostenuto con successo i provini per il personaggio.
Il problema era il suo impegno televisivo con Magnum P.I.. Gli obblighi contrattuali impedirono di fatto all’attore di prendere parte a I predatori dell’arca perduta.
La produzione si rivolse così a Harrison Ford, che aveva già lavorato con George Lucas in Star Wars.
Il resto è storia. Cappello fedora, frusta e giacca di pelle sarebbero diventati parte dell’immaginario cinematografico mondiale.
Indiana Jones avrebbe inoltre consolidato Ford come uno dei più grandi protagonisti del cinema d’avventura.
Perché gli attori rifiutano grandi ruoli?
Guardando questi casi con il senno di poi, può sembrare incredibile che qualcuno abbia potuto rinunciare a personaggi tanto importanti. In realtà, un attore non sa mai con certezza se un film avrà successo.
Una sceneggiatura può apparire confusa sulla carta, un progetto può essere considerato troppo rischioso oppure le riprese possono sovrapporsi ad altri impegni. Ci sono poi ragioni economiche, personali, artistiche e contrattuali.
Film come Star Wars, Matrix o Il Signore degli Anelli sembrano oggi successi inevitabili. Prima dell’uscita, però, erano produzioni ambiziose dalle quali era difficile prevedere il risultato. Ed è proprio questa imprevedibilità a rendere così affascinanti le storie dei casting mancati.
Conclusioni
Gli attori che hanno rifiutato ruoli poi diventati iconici ci ricordano quanto la storia del cinema sia determinata anche dal caso. Sarebbe bastata una scelta differente per vedere Will Smith nei panni di Neo, Al Pacino a bordo del Millennium Falcon o Nicolas Cage attraversare la Terra di Mezzo come Aragorn.
Forse alcuni di questi film sarebbero comunque diventati capolavori. Forse sarebbero stati completamente differenti.
Quello che sappiamo è che il casting definitivo ha creato associazioni ormai indissolubili: Keanu Reeves è Neo, Harrison Ford è Han Solo e Indiana Jones, Ian McKellen è Gandalf e Viggo Mortensen è Aragorn.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti del cinema: a volte un semplice “no” può contribuire, indirettamente, alla nascita di una leggenda.



