Vivien Leigh, bio della protagonista del film Via col vento

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Vivien Leigh, bio della protagonista del film “Via col vento” e una delle attrici più belle di sempre, nel post a cura di CineMagazine

La tradizione cinematografica e teatrale, soprattutto d’altri tempi, ha dato sfoggio di signorilità ed eleganza. Due aspetti che si adattano perfettamente alla figura dell’attrice Vivien Leigh.

Il classico nome che ai giovani non dirà nulla, ma che ai cultori del cinema cosiddetto in bianco e nero dirà tantissimo per quanto dato e trasmesso. Una donna leggendaria il cui mito riecheggia nella sfera dell’olimpo. Seducente e penetrante come poche, il suo sguardo da attrice di grande impatto finiva per catturare inevitabilmente lo spettatore e farne innamorare.

Vediamo in questo post a cura di CineMagazine la vita e i successi professionali di Vivien Leigh, la protagonista della pellicola “Via col vento”, uno dei film più iconici della storia del Cinema. Bentornati sul nostro portale!

Gli inizi di Vivien Leigh

Vivien Leigh, pseudonimo di Vivian Mary Hartley nasce in India e più specificatamente a Darjeeling il 5 novembre del 1913. Nata in India quindi ma da genitori inglesi (allora l’India faceva parte dell’Impero Britannico). Figlia di un’ufficiale britannico, a soli 3 anni fa parte già di un gruppo teatrale amatoriale. Segno di come avesse un talento fuori dal comune che, poi, la farà entrare nella storia del cinema

Una precocità che l’ha sempre contraddistinta a tutti i livelli. È la mamma a trasmetterle la passione per la letteratura e lo sceneggiato. A 6 anni manifesta in maniera chiara e inequivocabile l’intento di diventare una grande attrice da adulta. E possiamo dire che ci è riuscita alla grande.

Da questo punto di vista la vicinanza con una futura diva quale Maureen O’Sullivan la indirizza molto verso quella strada. In Europa conclude gli studi e si trasferisce a Londra nel 1931.

Si iscrive così alla Royal Academy of Dramatic Art dove affina le tecniche da palcoscenico. Segue i corsi di recitazione nonostante l’opposizione dell’allora avvocato londinese Herbert Leigh Holman, con il quale convola a nozze a soli 18 anni. Vivien Leigh diviene madre nel 1933, ma questo non le impedisce di portare avanti con orgoglio e dedizione i buoni propositi sull’approdo nel grande schermo.

Ottiene i primi lavoretti come modella pubblicitaria prima di essere finalmente chiamata per il ruolo di comparsa all’interno di un film. Si chiama Things are Looking Up. Da qui nasce l’origine del suo pseudonimo, per l’appunto Vivien Leigh su consiglio del suo agente, John Gliddon.

Comincia la scalata di Vivien Leigh

L’opera teatrale The mask of virtue, datata 1935, consente un’espansione ulteriore della reputazione sulla scena mondiale dell’attrice inglese. È il lavoro che la fa conoscere al pubblico. L’incontro con il regista e attore britannico Laurence Olivier rappresenta la svolta di una carriera in ascesa. Insieme recitano nel film Elisabetta d’Inghilterra del 1937 e coltivano una certa passione anche al di fuori del set. Entrambi risultano sposati, ma nonostante tutto decidono comunque di intraprendere una convivenza per poi sposarsi (dopo aver ottenuto il divorzio dai rispettivi partner).

Interpreta Ofelia in Amleto dello stesso Olivier e in Un americano ad Oxford allarga ulteriormente la propria notorietà al di fuori dei confini europei. Giunge fino agli USA.

Tuttavia la Leigh non gode di buona reputazione dal punto di vista professionale poiché certi atteggiamenti repentini e lunatici non piacciono a chi lavora con lei.

I problemi di personalità (Vivian è bipolare), uniti ad un forte temperamento, rappresentano un grosso ostacolo anche per il suo compagno, e non solo quindi sul piano lavorativo.

La consacrazione di Vivien Leigh: Via col vento

Il film che la consacra definitivamente sulla scena mondiale è Via col vento. Un’opera cinematografica memorabile, considerata ancora oggi tra le più celebri ed emozionanti nella storia del cinema. Inizialmente si nutre qualche dubbio sull’ingaggio di Vivien Leigh nel ruolo di Rossella O’Hara, la protagonista. La trama del film di Victor Fleming è basata sul libro di Margaret Mitchell e narra della storia di due famiglie ricche dell’allora Stati Uniti d’America, alle prese con la guerra di indipendenza. Recita al suo fianco Clark Gable,  uno degli attori più belli e acclamati del tempo.

Il film diviene campione d’incassi in tutto il mondo tanto da aspettare Avatar nel 2010 per trovare un film che ha incassato di più. La pellicola fa salire alla ribalta il buon nome di Vivien Leigh. Non a caso vince due premi Oscar in quanto miglior attrice.

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Nel 1943 le viene diagnosticata una tubercolosi al polmone sinistro dopo un viaggio di lavoro in Nord Africa. Dopo un periodo di ricovero, seguito da convalescenza, Vivien torna a girare scene nelle pellicole Cesare e Cleopatra e Anna Karenina.

Ci mette un po’ di tempo prima di tornare ai livelli di un tempo. 

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Vivien Leigh dagli anni ’50 in poi

Devono giungere gli anni ’50 per poterla rivedere sulla cresta dell’onda. Interpreta del personaggio Blanche Dubois nel film “Un tram che si chiama desiderio” del 1951, recitando con l’attore Marlon Brando. Le vale il secondo premio Oscar in carriera, oltre che la prestigiosa candidatura come miglior attrice in un film drammatico.

Da quel momento in poi le sue condizioni psicofisiche sembrano peggiorare. Gli esaurimenti nervosi, uniti a forte stress, iniziano a farsi sempre più frequenti, a tal punto da dover rinunciare ad alcune parti importanti.

La relazione con Laurence Olivier è in crisi e non a caso nel 1960 i due divorziano. Lei continua a prendere parte a tournée in giro per il mondo, nonostante tutto. Il palcoscenico la vede particolarmente attiva all’interno di un musical, Tovarich, dove viene eletta miglior attrice protagonista. L’inizio del declino.

L’8 luglio del 1967 Vivien Leigh viene ritrovata priva di vita per un collasso. Viene cremata al Golders Green Crematorium e le sue ceneri sono sparse dal compagno del tempo, l’attore John Merivale, nel laghetto di Tickerage Mill, residenza dell’attrice.

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Film Vivien Leigh

Vi lasciamo alla filmografia di Vivien Leigh in ordine temporale. Alla prossima con i post a cura di CineMagazine!

  1. The Village Squire, regia di Reginald Denham (1935)
  2. Look Up and Laugh, regia di Basil Dean (1935)
  3. Things Are Looking Up, regia di Albert de Courville (1935)
  4. Gentlemen’s Agreement, regia di George Pearson (1935)
  5. Elisabetta d’Inghilterra (Fire Over England), regia di William K. Howard (1937)
  6. Le tre spie (Dark Journey), regia di Victor Saville (1937)
  7. Patrizia e il dittatore (Storm in a Teacup), regia di Ian Dalrymple e Victor Saville (1937)
  8. Un americano a Oxford (A Yank at Oxford), regia di Jack Conway (1938)
  9. Marciapiedi della metropoli (Sidewalks of London), regia di Tim Whelan (1938)
  10. Via col vento (Gone with the Wind), regia di Victor Fleming (1939)
  11. Fatalità (21 Days), regia di Basil Dean (1940)
  12. Il ponte di Waterloo (Waterloo Bridge), regia di Mervyn LeRoy (1940)
  13. Lady Hamilton (That Hamilton Woman), regia di Alexander Korda (1941)
  14. Cesare e Cleopatra (Caesar and Cleopatra), regia di Gabriel Pascal (1945)
  15. Anna Karenina (Anna Karenina), regia di Julien Duvivier (1948)
  16. Un tram che si chiama desiderio (A Streetcar Named Desire), regia di Elia Kazan (1951)
  17. Profondo come il mare (The Deep Blue Sea), regia di Anatole Litvak (1955)
  18. La primavera romana della signora Stone (The Roman Spring of Mrs. Stone), regia di José Quintero (1961)
  19. La nave dei folli (Ship of Fools), regia di Stanley Kramer (1965)