Silvana Mangano, storia della famosa attrice italiana

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Silvana Mangano, storia della famosa attrice italiana, nel post a cura di CineMagazine

Il tempo scorre. Per il cinema questo assunto sembra non essere così veritiero. Come se si fermasse all’interno di una cupola e non sfuggisse al corso degli eventi. L’orologio scandisce, la macchina da presa cattura entro un fascino innegabile e immutabile che vale soprattutto per una fascia medio/alta di grandi attrici. Tra queste rientra a pieno titolo un esponente come Silvana Mangano. Il suo nome ai più giovani appassionati potrebbe dire poco, ma in realtà lei è stata una delle attrici italiane più popolari in assoluto.

Silvana Mangano è riuscita a tenere incollati davanti allo schermo, tv o cinema indifferentemente, diverse generazioni. Vediamo qui la sua storia: bentornati sul nostro portale!

Gli inizi di Silvana Mangano

Silvana Mangano nasce a Roma il 21 aprile del 1930. Nasce da una famiglia modesta (padre italiano e mamma inglese) ma tutto ciò non le impedisce di aspirare ad un ruolo di primo piano nel cinema italiano.

Ottiene il suo primo “incarico” da comparsa all’interno di una pellicola francese, Le Jugement dernier, datata 1945. Il trasferimento a Parigi ne determina una crescita anche e soprattutto sotto il profilo professionale. Ma il ritorno in Italia è imminente e si concretizza passando per vie traverse, per così dire.

A 16 anni partecipa al concorso di bellezza Miss Roma e strapazza la concorrenza. Avrebbe potuto partecipare a Miss Italia l’anno successivo, ma non ce ne fu l’occasione.

Nonostante questo il nome di Silvana Mangano era ormai già sui taccuini dei principali registi italiani. Su tutti, Mario Costa, che la ingaggia per l’interpretazione del personaggio di una ballerina all’interno de Il delitto di Giovanni Episcopo.

Arriva la svolta di Silvana Mangano

Nel 1949 la svolta di un’intera carriera, essendo parte integrante di un film che si connota come la storia del neorealismo, siamo parlando di Riso amaro, ad opera di Giuseppe De Santis. Recita al fianco di personalità quali Vittorio Gassman e Raffaele Vallone. Da quel momento in poi Silvana Mangano è la diva per eccellenza del cinema italiano in grado di rendere sexy, provocante agli occhi del pubblico persino una modesta figura professionale come la mondina stagionale. 

Il lupo della Sila è l’altro film nel quale la Mangano compare al fianco di Gassman. Una collaborazione proficua e duratura sul set. Inevitabilmente attira le attenzioni dei produttori americani, ma lei ha sempre rifiutato categoricamente l’idea di aprirsi a nuove produzioni estere. Questo a vantaggio di una maggiore autonomia, sia a livello familiare che privato.

Il 1949 è l’anno in cui convola a nozze col produttore cinematografico Dino De Laurentiis, conosciuto qualche tempo prima. Il ruolo della donna dalla forte carica erotica, a tratti segnatamente trasgressiva, le calza a pennello.

Silvana Mangano negli anni ‘50

Continua su questa falsariga anche negli anni ’50, ma aggiungendo un pizzico di sentimentalismo in più. Nel film Anna di Alberto Lattuada interpreta la parte di una ballerina di locali notturni che, ad un certo punto, decide di cambiare vita per diventare suora. Grazie a questa produzione lei e tutto il cast incassano 1 miliardo di lire, cifra record per un film italiano dell’epoca.

Penelope e Circe sono i due personaggi di punta con i quali si afferma in Ulisse di Mario Camerini, chiaramente ispirato all’Odissea di Omero. L’oro di Napoli del 1954, a cura di Vittorio De Sica, le permette di aspirare al suo primo Nastro d’Argento.

Durante le riprese di Uomini e lupi, Silvana è protagonista, suo malgrado, di un’aggressione compiuta proprio da un lupo sfuggito al controllo dei domatori. Per fortuna l’aggressione non ha avuto conseguenze gravi per lei.

Dai drammi sentimentali passerà alle commedie d’autore tipicamente italiane, girando con Alberto Sordi e Vittorio Gassman La grande guerra del 1959. Federico Fellini cerca di ingaggiarla per il film La dolce vita, ma la trattativa sfuma e quel ruolo passa nelle mani di Anouk Aimée. Poco male, poiché più avanti si guadagnerà la copertina della prestigiosa rivista americana Life grazie all’impegno profuso per l’interpretazione della partigiana jugoslava in Jovanka e le altre.

Altro Nastro d’Argento e David di Donatello in quanto miglior attrice per Il processo di Verona, dai forti tratti drammatici e struggenti. Il secondo David di Donatello giunge in concomitanza con l’uscita de Lo scopone scientifico, datato 1972, con Alberto Sordi sugli scudi.

Arrivano i primi problemi per Silvana Mangano

Gli anni ’80 si preannunciano per Silvana Mangano piuttosto difficili, anche e soprattutto a causa di una situazione familiare tutt’altro che rosea. Nel 1983 la separazione dallo storico marito Dino De Laurentiis, unita al sopravanzare di un tumore allo stomaco, determinano un progressivo stato depressivo che la conduce, di riflesso, verso un allontanamento dalle scene poiché la sua salute, purtroppo, comincia a peggiorare giorno dopo giorno.

Nell’ultimo film messo in scena nel 1987, Oci Ciorne di Nikita Michalkov, affianca Marcello Mastroianni.

Muore il 16 dicembre 1989 in una clinica di Madrid, dopo aver subito un’operazione all’apparato toracico e col conseguente aggravarsi delle sue condizioni.

Dopo il suo funerale, le sue ceneri sono portate vicino a New York, per essere sepolte nel Pawling Cemetery, dove riposa in pace vicino al figlio Federico.

Filmografia Silvana Mangano

Vi lasciamo alla filmografia di Silvana Mangano. Alla prossima con le biografie a cura di CineMagazine!

  1. Le jugement dernier, regia di René Chanas (1945)
  2. L’elisir d’amore, regia di Mario Costa (1946)
  3. Il delitto di Giovanni Episcopo, regia di Alberto Lattuada (1947)
  4. Gli uomini sono nemici, regia di Ettore Giannini (1948)
  5. Follie per l’opera, regia di Mario Costa (1948)
  6. Cagliostro/Gli spadaccini della serenissima (Black Magic), regia di Gregory Ratoff (1949)
  7. Riso amaro, regia di Giuseppe De Santis (1949)
  8. Il lupo della Sila, regia di Duilio Coletti (1949)
  9. Il brigante Musolino, regia di Mario Camerini (1950)
  10. Anna, regia di Alberto Lattuada (1951)
  11. Il più comico spettacolo del mondo, regia di Mario Mattoli (1953) non accreditata
  12. Mambo, regia di Robert Rossen (1954)
  13. Ulisse, regia di Mario Camerini (1954)
  14. L’oro di Napoli, regia di Vittorio De Sica (1954)
  15. Uomini e lupi, regia di Giuseppe De Santis (1957)
  16. La diga sul Pacifico (This Angry Age), regia di René Clément (1958)
  17. La tempesta, regia di Alberto Lattuada (1958)
  18. La grande guerra, regia di Mario Monicelli (1959)
  19. Jovanka e le altre, regia di Martin Ritt (1960)
  20. Crimen, regia di Mario Camerini (1961)
  21. Il giudizio universale, regia di Vittorio De Sica (1961)
  22. Barabba, regia di Richard Fleischer (1961)
  23. Il processo di Verona, regia di Carlo Lizzani (1963)
  24. La mia signora, regia di Mauro Bolognini, Tinto Brass e Luigi Comencini (1964)
  25. Il disco volante, regia di Tinto Brass (1964)
  26. Io, io, io… e gli altri, regia di Alessandro Blasetti (1966)
  27. Scusi, lei è favorevole o contrario?, regia di Alberto Sordi (1966)
  28. Le streghe, regia di Mauro Bolognini, Vittorio De Sica, Pier Paolo Pasolini, Franco Rossi e Luchino Visconti (1967)
  29. Edipo re, regia di Pier Paolo Pasolini (1967)
  30. Capriccio all’italiana – episodi “La bambinaia” di Mario Monicelli, “Perché?” di Mauro Bolognini e “Viaggio di lavoro” di Pino Zac (1968)
  31. Teorema, regia di Pier Paolo Pasolini (1968)
  32. Scipione detto anche l’Africano, regia di Luigi Magni (1971)
  33. Morte a Venezia, regia di Luchino Visconti (1971)
  34. D’amore si muore, regia di Carlo Carunchio (1972)
  35. Lo scopone scientifico, regia di Luigi Comencini (1972)
  36. Ludwig, regia di Luchino Visconti (1972)
  37. Gruppo di famiglia in un interno, regia di Luchino Visconti (1974)
  38. Dune, regia di David Lynch (1984)
  39. Oci ciornie, regia di Nikita Michalkov (1987)