Renato Pozzetto, storia dell’attore comico italiano, protagonista delle pellicole anni ’70,’80 e ’90, nel post a cura di CineMagazine
Far ridere è una missione per pochi. Farlo in un certo modo, arrivando al pubblico con una comicità spensierata e riflessiva allo stesso tempo lo è ancora di più. Ma non per Renato Pozzetto. Attore e cabarettista di massimo livello che ha fatto la storia della comicità all’italiana emersa dagli anni ’60 in poi. Una comicità che viene vista con nostalgia ancora oggi, soprattutto da quelli più avanti con l’età.
In questo post a cura di CineMagazine vediamo insieme la storia dell’attore comico italiano Renato Pozzetto. Bentornati sul nostro portale!
Gli inizi di Renato Pozzetto e il successo
Renato Pozzetto nasce a Milano il 14 luglio del 1940. Probabilmente le giovani generazioni avranno difficoltà ad inquadrare il personaggio, ma chi è più datato, anagraficamente parlando, dovrebbe sapere più o meno di chi si parla.
Lui proviene dal cabaret. Quel mondo dove, in buona sostanza, si mette in scena non soltanto uno spettacolo, ma vere e proprie storie di vita. Parte tutto negli anni ’60.
La conoscenza con Aurelio Ponzoni, in arte Cochi, finisce per ampliare ulteriormente il suo repertorio comico.
Formano un duo comico ancora oggi celebrato come uno dei migliori in assoluto sotto tutti i punti di vista, Cochi e Renato. A Milano girano personaggi di un certo spessore, del calibro di Enzo Jannacci e Bruno Lauzi. Tutti insieme deliziano il pubblico dell’osteria dell’Oca e, successivamente, del Derby. Luoghi iconici e nostalgici sotto questo profilo.
Il loro stile originale attira sin da subito il pubblico. Renato Pozzetto incarna alla perfezione l’interprete della comicità all’italiana vecchia maniera. Sottile, a tratti poetica, ma incisiva allo stesso tempo.
Il successo giunge sin da subito e permette a Pozzetto di insediarsi in Rai nel ruolo di conduttore insieme al suo fido compagno. Insieme presentano programmi come Quelli della domenica, Il buono e il cattivo, Canzonissima.
È la collaborazione con Enzo Jannacci a far emergere il loro lato canoro, sempre piuttosto vivo e spiccato. Una canzone manifesto di una certa musicalità si chiama Canzone intelligente, ancora oggi utilizzata nell’ambito sociale per spot e parodie.
La carriera da solista di Renato Pozzetto
Dagli anni ’70 in poi il duo si scioglie e Renato Pozzetto decide di continuare da solo la sua carriera nello spettacolo. Emerge in questo senso il ruolo da attore che sembra fatto su misura per lui.
Lo esprime in tutta evidenza il film d’esordio al cinema, Per amare Ofelia, datato 1974. Il tipico umorismo all’italiana conquista buona parte di pubblico e gli fa acquisire maggiore popolarità.
Gli anni ’80 e ’90 per Renato Pozzetto
Affina la tecnica davanti alla macchina da presa, diventando ufficialmente uno degli attori di punta del cinema italiano dagli anni ’80 in poi. Collabora con colleghi illustri del calibro di Adriano Celentano, Ornella Muti, Carlo Verdone.
È l’apice di una carriera destinata, tuttavia, ad affievolirsi dagli anni ’90 in poi. La sua popolarità, in termini di diffusione e conoscenza tra il pubblico, cala in maniera drastica.
Il ritorno alla “gloria”, per così dire, si concretizza con l’accoppiata Cochi e Renato, di nuovo all’opera, in giro per i maggiori teatri italiani.
Vanta un’apparizione al Festival di Sanremo nell’edizione disputata nel 2019. In quell’occasione forma un duetto all’esterno dell’Ariston con Lo stato sociale. La canzone si chiama E la vita, la vita.
Renato Pozzetto a fine carriera
Nel 2021 gli ultimi sussulti di carriera prima di una lenta ritirata sul fronte privato con la candidatura al David Di Donatello grazie all’interpretazione del personaggio Giuseppe Sgarbi nel film Lei mi parla ancora, firmato Pupi Avati.
Da allora in poi Renato Pozzetto è apparso poco o nulla sullo schermo sia televisivo che cinematografico. Si occupa maggiormente di fare il padre dei suoi due figli, Giacomo e Francesca, frutto del matrimonio con Brunella Gubler. Quest’ultima non era un’attrice, viveva lontana dalle luci della ribalta. Non frequentava le prime pagine delle cronache cinematografiche. Lontani dal gossip, lontani da tutti. Per questo si sa poco o nulla della loro vita sentimentale. La moglie è venuta a mancare nel 2009 a causa di un brutto male che non si è potuto nascondere. Hanno vissuto insieme oltre 50 anni di vita.
Non è un caso che il regista Pupi Avati abbia scelto lui per l’interpretazione del papà di Vittorio Sgarbi. Il legame tra Giuseppe e Caterina, la moglie, è durato la bellezza di 65 anni. Chi meglio di lui avrebbe potuto incarnare alla perfezione un sentimento di unione e armonia che è stato, in fondo, anche il suo.
A dispetto della vena comica e satirica di cui disponeva, Renato Pozzetto ha sempre mostrato una certa sensibilità di fondo, non soltanto sul set, ma anche e soprattutto sul piano privato.
Qualità che ne fanno uno degli attori più poliedrici, variegati sul piano umano e professionale. Che ancora oggi viene interpellato per dire la sua sui tempi moderni. Completamente diversi rispetto a quelli in cui lui è emerso come attore.
Filmografia Renato Pozzetto
Vi lasciamo alla filmografia di Renato Pozzetto. Alla prossima con gli approfondimenti a cura di CineMagazine!
- Per amare Ofelia, regia di Flavio Mogherini (1974)
- La poliziotta, regia di Steno (1974)
- A mezzanotte va la ronda del piacere, regia di Marcello Fondato (1975)
- Paolo Barca, maestro elementare, praticamente nudista, regia di Flavio Mogherini (1975)
- Due cuori, una cappella, regia di Maurizio Lucidi (1975)
- Baby Sitter – Un maledetto pasticcio, regia di René Clément (1975)
- Di che segno sei?, regia di Sergio Corbucci, terzo episodio (1975)
- Il padrone e l’operaio, regia di Steno (1975)
- Un sorriso, uno schiaffo, un bacio in bocca, regia di Mario Morra (1976)
- Telefoni bianchi, regia di Dino Risi (1976)
- Oh, Serafina!, regia di Alberto Lattuada (1976)
- Sturmtruppen, regia di Salvatore Samperi (1976)
- Luna di miele in tre, regia di Carlo Vanzina (1976)
- Tre tigri contro tre tigri, regia di Sergio Corbucci e Steno, primo episodio (1977)
- Ecco noi per esempio…, regia di Sergio Corbucci (1977)
- Gran bollito, regia di Mauro Bolognini (1977)
- Io tigro, tu tigri, egli tigra, regia di Renato Pozzetto e Giorgio Capitani, primo episodio (1978)
- Saxofone, regia di Renato Pozzetto (1978)
- Per vivere meglio divertitevi con noi, regia di Flavio Mogherini, episodio Non si può spiegare, bisogna vederlo (1978)
- Giallo napoletano, regia di Sergio Corbucci (1979)
- La patata bollente, regia di Steno (1979)
- Agenzia Riccardo Finzi… praticamente detective, regia di Bruno Corbucci (1979)
- Tesoromio, regia di Giulio Paradisi (1979)
- Sono fotogenico, regia di Dino Risi (1980)
- Zucchero, miele e peperoncino, regia di Sergio Martino, terzo episodio (1980)
- Fico d’India, regia di Steno (1980)
- Mia moglie è una strega, regia di Castellano e Pipolo (1980)
- Uno contro l’altro, praticamente amici, regia di Bruno Corbucci (1981)
- Nessuno è perfetto, regia di Pasquale Festa Campanile (1981)
- Culo e camicia, regia di Pasquale Festa Campanile, episodio Un uomo, un uomo e… Evviva una donna! (1981)
- Ricchi, ricchissimi… praticamente in mutande, regia di Sergio Martino, terzo episodio (1982)
- La casa stregata, regia di Bruno Corbucci (1982)
- Porca vacca, regia di Pasquale Festa Campanile (1982)
- Testa o croce, regia di Nanni Loy (1982)
- Un povero ricco, regia di Pasquale Festa Campanile (1983)
- Mani di fata, regia di Steno (1983)
- Questo e quello, regia di Sergio Corbucci (1983)
- Il ragazzo di campagna, regia di Castellano e Pipolo (1984)
- Lui è peggio di me, regia di Enrico Oldoini (1985)
- È arrivato mio fratello, regia di Castellano e Pipolo (1985)
- Grandi magazzini, regia di Castellano e Pipolo (1986)
- 7 chili in 7 giorni, regia di Luca Verdone (1986)
- Noi uomini duri, regia di Maurizio Ponzi (1987)
- Roba da ricchi, regia di Sergio Corbucci, terzo episodio (1987)
- Da grande, regia di Franco Amurri (1987)
- Il volatore di aquiloni, regia di Renato Pozzetto (1987)
- Casa mia, casa mia…, regia di Neri Parenti (1988)
- Burro, regia di José María Sánchez (1989)
- Non più di uno, regia di Berto Pelosso (1990)
- Le comiche, regia di Neri Parenti (1990)
- Piedipiatti, regia di Carlo Vanzina (1991)
- Le comiche 2, regia di Neri Parenti (1991)
- Infelici e contenti, regia di Neri Parenti (1992)
- Ricky & Barabba, regia di Christian De Sica (1992)
- Anche i commercialisti hanno un’anima, regia di Maurizio Ponzi (1994)
- Miracolo italiano, regia di Enrico Oldoini, episodi primo e settimo (1994)
- Le nuove comiche, regia di Neri Parenti (1994)
- Mollo tutto, regia di José María Sánchez (1995)
- Papà dice messa, regia di Renato Pozzetto (1996)
- Un amore su misura, regia di Renato Pozzetto (2007)
- Oggi sposi, regia di Luca Lucini (2009)
- Ma che bella sorpresa, regia di Alessandro Genovesi (2015)
- Lei mi parla ancora, regia di Pupi Avati (2021)



