Meryl Streep, bio della famosa attrice americana

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Meryl Streep

Meryl Streep, bio della famosa attrice americana, nel post a cura di CineMagazine

Il cinema senza tempo esiste, eccome. Legato soprattutto a quelle personalità che non tramontano mai e hanno spessore da vendere. Il genere femminile forse supera quello maschile anche in questo senso, annoverando vere e proprie icone di stile e autodeterminazione estetica. Meryl Streep è una di queste donne che danno lustro al cinema contemporaneo. Un esempio vivente di femminilità da seguire.

In questo post a cura di CineMagazine, vediamo insieme la storia dell’attrice americana Meryl Streep. Bentornati sul nostro portale!

Gli inizi di Meryl Streep

Mary Louise Streep nasce a Summit, New Jersey, il 22 giugno del 1949. E’ figlia di Mary Wilkinson Streep, artista ed editrice, e di Harry William Streep Jr., un dirigente farmaceutico. Ha anche due fratelli più giovani.

Durante gli studi liceali non matura più di tanto l’idea di darsi sin da subito alla recitazione. Ci mette un po’ di tempo per carburare, sotto questo profilo. Non siamo, quindi, di fronte a un caso di un talento esploso subito ma è stato un crescendo, a tratti lento, a tratti più veloce, che, però, ha portato Meryl a essere conosciuta in tutto il mondo. 

E pensare che inizialmente si proietta dapprima verso il canto e successivamente prova ad entrare in una scuola superiore in veste di cheerleader. Esperienze che non rispecchiano a pieno il bagaglio che possiede, anche se ancora non lo sa.

Solamente in concomitanza con l’iscrizione al college, nei primi anni ’70, matura più consapevolezza in lei riguardo alla possibilità di prendere parte ad opere teatrali.

Il fermento cinematografico di New York e l’influenza di certi attori americani, cambiano l’indirizzo orientativo di Meryl Streep, la quale tenta le prime audizioni da film. Una di queste riguarda un vecchio e memorabile film del regista italiano Dino De Laurentiis, ossia King Kong. E qui, possiamo dire che cambia letteralmente la vita di Meryl Streep.

Comincia il successo di Meryl Streep

Nell’ambiente, il suo nome, tuttavia, comincia a serpeggiare sempre di più come un talento pronto a sbocciare. Grazie alla produzione dello sceneggiatore Arthur Miller, A memory of two Mondays, consegue nel 1976 il premio Tony Award come migliore attrice non protagonista in un’opera teatrale.

Il 1977 fa ufficialmente il suo debutto al cinema nel film Giulia di Fred Zinnemann. L’anno seguente nella pellicola Il cacciatore si ritrova al fianco di attori più rinomati di lei in quel momento, come Robert De Niro, Christopher Walken e John Cazale. Con quest’ultimo ha anche una storia al di fuori del set.

Dopo appena due film interpretati in carriera, Meryl Streep è già un’attrice dalle elevate potenzialità sceniche, a tal punto da essere candidata all’Oscar come migliore attrice non protagonista. Finalmente, anche i non cinefili si rendono conto di essere di fronte a un’attrice che può tranquillamente entrare a far parte dell’Olimpo.

Nel 1978 è protagonista di una miniserie tedesca a sfondo storico, Olocausto, dove recita nella parte di una donna sposata con un ebreo nel contesto nazista e anti-ebreo per eccellenza. Ambientata, dunque, in un periodo storico delicato e specifico.

Subito dopo questo lavoro subisce un grave lutto familiare in seguito alla scomparsa del compagno John Cazale, a causa di una grave malattia. Ma la vita va avanti anche per lei. Grazie all’interpretazione sopra citata si guadagna l’assegnazione del premio Emmy in quanto migliore attrice protagonista in una miniserie.

Meryl Streep negli anni ‘80

Con Dustin Hoffman recita nella parte della moglie insoddisfatta e attraversata da una grave crisi coniugale, oltre che da una battaglia legale per l’affidamento del figlio. Il film in questione si chiama Kramer contro Kramer.

Desta perfino scandalo per una rappresentazione femminile giudicata troppo estrema e perfida. Per questo motivo, la stessa Meryl Streep, con l’ausilio degli sceneggiatori, ribalta alcune scene del film per riprodurle sotto una chiave e un’ottica diversa.

Un lavoro che paga in termini di risultati perché le porta in dono gli ambitissimi premi Golden Globe e Oscar in quanto migliore attrice non protagonista. Un’altra pellicola memorabile è Il cacciatore, grazie a cui vince un Oscar per il miglior film.

Premio annuale BAFTA come migliore attrice protagonista per La donna del tenente francese del 1981. Affinché perfezionasse al meglio questa interpretazione, la stessa Streep dovette lavorare molto sulla pronuncia britannica durante le prove.

In La scelta di Sophie gira una delle scene più cruenti della sua carriera. Lei è una donna polacca rinchiusa in un lager con i suoi due bambini e deve scegliere quale dei due salvare da una morte certa e asfissiante. Un protagonismo commovente che le vale il secondo Oscar come migliore attrice.

Dopo aver preso per lo più parti di natura drammatica, l’indirizzo cinematografico di Meryl Streep sembra orientarsi altrove. 

Gli anni ’90 di Meryl Streep

Gli anni ’90 proiettano Meryl Streep sempre più verso il genere commedia. Nello specifico, l’attrice si rende più satirica, ironizzando su temi dibattuti come la bellezza e la chirurgia estetica femminile. Come se in qualche modo volesse ripulire la sua immagine, associata da sempre a ruoli sostanzialmente malinconici e cupi. E anche in questo caso, Meryl riesce a tirare fuori per gli spettatori tutto il meglio di sé.

Nel 1992 partecipa al film La morte ti fa bella di Robert Zemeckis, con gli altri attori Goldie Hawn e Bruce Willis, per il quale viene nominata anche al Golden Globe e al Saturn Award come miglior attrice protagonista. Nel 1993 è con Jeremy Irons, Glenn Close e Winona Ryder in La casa degli spiriti, mentre nel 1995 arriva il suo film più di successo dei ’90, ossia I ponti di Madison County, con la regia di Clint Eastwood. Questa interpretazione gli vale una candidatura agli Oscar come miglior attrice.

Gli anni 2000 di Meryl Streep

Gli anni 2000 di Meryl Streep vanno verso una maggiore introspezione nelle sue interpretazioni, anche se uno degli ultimi successi della Streep nelle vesti di attrice è il ruolo di Donna Sheridan nella versione cinematografica del musical Mamma Mia!, basato sulle musiche del gruppo svedese ABBA. Sempre nel 2008 la Streep recita in Il dubbio, film drammatico sulla storia di una severa madre superiora di una scuola cattolica nel Bronx nel 1964.

Tra gli ultimi film ai quali ha preso parte vi è Don’t Look Up, nei panni del Presidente USA, recitando al fianco di Leonardo DiCaprio.

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Vita privata di Mery Streep

Per ciò che riguarda la sua vita privata, Meryl Streep è fidanzata per 2 anni con John Cazale, fino alla sua morte, sopraggiunta per un cancro ai polmoni il 13 marzo 1978.

Nel 1978 ha sposato poi lo scultore Don Gummer, con il quale ha quattro figli: Henry, musicista conosciuto col nome di Henry Wolfe, Mamie, Grace e Louisa. Nel 2019 diventa anche nonna per la prima volta.

La Streep è molto attiva nella lotta contro la violenza sulle donne e a favore dei diritti della comunità LGBT.

Film Mery Streep

Vi lasciamo alla filmografia ufficiale di Mery Streep. Alla prossima con i post a cura di CineMagazine!

  1. Giulia (Julia), regia di Fred Zinnemann (1977)
  2. Il cacciatore (The Deer Hunter), regia di Michael Cimino (1978)
  3. Manhattan, regia di Woody Allen (1979)
  4. La seduzione del potere (The Seduction of Joey Tynan), regia di Jerry Schatzberg (1979)
  5. Kramer contro Kramer (Kramer vs. Kramer), regia di Robert Benton (1979)
  6. La donna del tenente francese (The French Lieutenant’s Woman), regia di Karel Reisz (1981)
  7. Una lama nel buio (Still of the Night), regia di Robert Benton (1982)
  8. La scelta di Sophie (Sophie’s Choice), regia di Alan J. Pakula (1982)
  9. Silkwood, regia di Mike Nichols (1983)
  10. Innamorarsi (Falling in Love), regia di Ulu Grosbard (1984)
  11. Plenty, regia di Fred Schepisi (1985)
  12. La mia Africa (Out of Africa), regia di Sydney Pollack (1985)
  13. Heartburn – Affari di cuore (Heartburn), regia di Mike Nichols (1986)
  14. Ironweed, regia di Héctor Babenco (1987)
  15. Un grido nella notte (Evil Angels), regia di Fred Schepisi (1988)
  16. She-Devil – Lei, il diavolo (She-Devil), regia di Susan Seidelman (1989)
  17. Cartoline dall’inferno (Postcards from the Edge), regia di Mike Nichols (1990)
  18. Prossima fermata: paradiso (Defending Your Life), regia di Albert Brooks (1991)
  19. La morte ti fa bella (Death Becomes Her), regia di Robert Zemeckis (1992)
  20. La casa degli spiriti (The House of the Spirits), regia di Bille August (1993)
  21. The River Wild – Il fiume della paura (The River Wild), regia di Curtis Hanson (1994)
  22. I ponti di Madison County (The Bridges of Madison County), regia di Clint Eastwood (1995)
  23. Prima e dopo (Before and After), regia di Barbet Schroeder (1996)
  24. La stanza di Marvin (Marvin’s Room), regia di Jerry Zaks (1996)
  25. Ballando a Lughnasa (Dancing at Lughnasa), regia di Pat O’Connor (1998)
  26. La voce dell’amore (One True Thing), regia di Carl Franklin (1998)
  27. La musica del cuore (Music of the Heart), regia di Wes Craven (1999)
  28. Il ladro di orchidee (Adaptation), regia di Spike Jonze (2002)
  29. The Hours, regia di Stephen Daldry (2002)
  30. Fratelli per la pelle (Stuck on You), regia di Peter e Bobby Farrelly – cameo, non accreditato (2003)
  31. The Manchurian Candidate, regia di Jonathan Demme (2004)
  32. Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi (Lemony Snicket’s a Series of Unfortunate Events), regia di Brad Silberling (2004)
  33. Prime, regia di Ben Younger (2005)
  34. Radio America (A Prairie Home Companion), regia di Robert Altman (2006)
  35. Il diavolo veste Prada (The Devil Wears Prada), regia di David Frankel (2006)
  36. Dark Matter, regia di Shi-Zheng Chen (2007)
  37. Un amore senza tempo (Evening), regia di Lajos Koltai (2007)
  38. Rendition – Detenzione illegale (Rendition), regia di Gavin Hood (2007)
  39. Leoni per agnelli (Lions for Lambs), regia di Robert Redford (2007)
  40. Mamma Mia!, regia di Phyllida Lloyd (2008)
  41. Il dubbio (Doubt), regia di John Patrick Shanley (2008)
  42. Julie & Julia, regia di Nora Ephron (2009)
  43. È complicato (It’s Complicated), regia di Nancy Meyers (2009)
  44. The Iron Lady, regia di Phyllida Lloyd (2011)
  45. Il matrimonio che vorrei (Hope Springs), regia di David Frankel (2012)
  46. I segreti di Osage County (August: Osage County), regia di John Wells (2013)
  47. The Giver – Il mondo di Jonas (The Giver), regia di Phillip Noyce (2014)
  48. The Homesman, regia di Tommy Lee Jones (2014)
  49. Into the Woods, regia di Rob Marshall (2014)
  50. Dove eravamo rimasti (Ricki and the Flash), regia di Jonathan Demme (2015)
  51. Suffragette, regia di Sarah Gavron (2015)
  52. Florence (Florence Foster Jenkins), regia di Stephen Frears (2016)
  53. The Post, regia di Steven Spielberg (2017)
  54. Mamma Mia! Ci risiamo (Mamma Mia! Here We Go Again), regia di Ol Parker (2018)
  55. Il ritorno di Mary Poppins (Mary Poppins Returns), regia di Rob Marshall (2018)
  56. Panama Papers (The Laundromat), regia di Steven Soderbergh (2019)
  57. Piccole donne (Little Women), regia di Greta Gerwig (2019)
  58. The Prom, regia di Ryan Murphy (2020)
  59. Lasciali parlare (Let Them All Talk), regia di Steven Soderbergh (2020)
  60. Don’t Look Up, regia di Adam McKay (2021)