Marlon Brando: biografia dell’attore americano

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Marlon Brando: biografia del famoso attore americano e protagonista del “Il Padrino” nel post di CineMagazine

Passa il tempo, ma certi nomi del cinema internazionale non muoiono mai, neanche quando non ci sono più. Nomi scolpiti nella leggenda e punti di riferimento assoluti per gli amanti di un cinema cosiddetto vintage. Marlon Brando appartiene senza dubbio a questa schiera di pochi eletti amati e mai odiati dal pubblico. Esponente di rilievo del cinema in bianco e nero che appassionava in tanti e ancora oggi vive nei ricordi e nelle menti di chi ha vissuto quegli anni, ma anche di chi non li ha vissuti. Marlon Brando = leggenda.

Vediamo in questo post a cura di CineMagazine step professionali e vita privata del famoso attore americano per la nostra categoria dedicata alle biografie degli attori famosi.

La vita privata di Marlon Brando

Marlon Brando nasce il 3 aprile del 1924 negli USA, precisamente ad Omaha, nello Stato del Nebraska. Mamma casalinga, padre operaio chimico. Dunque, origini modeste.

Cresce in una famiglia particolarmente incline alla violenza, considerando che il padre picchiava spesso sia lui che la mamma.

Un’infanzia difficile che ha segnato non poco il piccolo Marlon. Un rapporto molto complesso trasferitosi negli anni a livello sentimentale e lui stesso ha sempre confessato di aver interrotto relazioni per questa paura perenne di essere abbandonato o, peggio ancora, maltrattato dagli altri.

Il rapporto più controverso in ambito sentimentale lo si associa alla figura della mitica Anna Kashfi, la prima moglie con la quale si sposa nel 1957 e dalla cui relazione nasce un figlio, il piccolo Christian. Il matrimonio dura meno di un anno e la separazione risulta essere piuttosto burrascosa, con tanto di battaglia legale per l’affidamento del figlio.

La seconda moglie si chiama Movida Castaneda. Sopraggiunge poi una terza moglie, l’attrice Tarita Teriipia, conosciuta durante le riprese di un film che giravano insieme, “Gli ammutinati del Bounty”. Nascono altri 2 figli da questa relazione, Simon e Tarita Cheyenne. Anche qui scatta il divorzio a partire dal 1972.

In età adolescenziale, Marlon Brando comincia ad affacciarsi nel mondo della recitazione, seppur in veste di mimo. Si diceva che il suo cavallo di battaglia fosse imitare gli animali da fattoria. 

E pensare che la condotta violenta dei genitori si trasferisce anche a lui e lo si evince dai comportamenti a scuola da cui scaturisce l’espulsione dal liceo di appartenenza. Un ribelle a tutti gli effetti.

La scuola militare lo forma non poco a livello personale e professionale. In particolare, l’incontro con il maestro Earle Wagner lo illumina. Fu proprio lui a spingerlo a studiare recitazione e cavalcare una passione fino a quel momento sopita.

Nonostante questo, anche lì viene fuori l’indole violenta di Marlon Brando, che si fa cacciare anche dalla scuola militare

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La carriera artistica di Marlon Brando

A questo punto matura in lui l’idea definitiva di inseguire il sogno di fare l’attore. Si trasferisce a New York nel 1943, laddove aveva la possibilità di confrontarsi con altri grandi professionisti, come Elia Kazan e Stella Adler. Da loro impara tanto e si concentra sul cosiddetto metodo Stanislavskiy.

Si dice che nei primi anni di apprendimento attoriale, Marlon Brando rivoluziona le tecniche di recitazione, introducendone alcune di suo costrutto. Punta tutto sulla preparazione fisica del personaggio interpretato a discapito di quella psicologica e sostanzialmente interiore. Un modo sovversivo di intendere la recitazione che fece le sue fortune. “Un treno chiamato desiderio” il primo successo in assoluto, dapprima in teatro e poi sul grande schermo.

Nel 1950 debutta al cinema nel film “Il mio corpo ti appartiene”.

La svolta nella pellicola “Fronte del porto” datata 1954 e premio Oscar come miglior attore, nella quale interpreta la parte dello scaricatore di porto, il personaggio Terry Malloy. Grazie ad essa consegue ben 8 nomination ai premi Oscar.

Gli anni ’50 rappresentano il periodo di maggiore popolarità e splendore per l’attore americano, il quale si permise persino il lusso di rifiutare una collaborazione professionale con un altro grande mito del cinema italiano, Roberto Rossellini.

Primo film diretto da regista, oltre che interpretato da protagonista, avviene nel 1961 con “I due volti della vendetta”. Tuttavia, l’ascesa sembra essere un fuoco di paglia e gli anni ’60 non fanno risplendere al massimo la sua stella, così come avvenuto nel decennio precedente.

marlon brando

Lo spartiacque per Marlon Brando: gli anni ’70 e oltre

La ripresa avviene negli anni ’70 attraverso l’interpretazione di personaggi iconici come ne “Il padrino”, “Ultimo tango a Parigi” e “Apocalypse now”.

“Il padrino” è uno dei film storici della cinematografia italiana, così come la figura trasversale di Don Vito Corleone, che gli vale l’Oscar come migliore attore ancora una volta. 

Un premio che rifiuta di ritirare in sede di premiazione per protestare contro il trattamento discriminatorio subito all’epoca dai nativi americani da parte del cinema hollywoodiano. Un gesto che, col senno di poi, apre le porte, di fatto, agli stessi nativi, garantendosi, dunque, un impatto sociale devastante.

Nel 1978 interpreta un ruolo di spicco nel film “Superman”. Un altro fuoco di paglia, considerando che all’orizzonte si delineano gli ultimi anni di carriera decisamente sotto tono e non all’altezza di una fama da grande attore.

La vecchiaia incombe sempre più e la critica cinematografica comincia a snobbarlo, negandogli quel fascino impagabile che lo aveva caratterizzato nei suoi primi film. Quel fascino da ribelle e anticonformista, per certi versi, sembrava perdere di valore e consistenza negli anni.

Muore all’età di 80 anni nel 2004

Film Marlon Brando

Ecco i film nei quali ha recitato Marlon Brando, ordinati in ordine temporale:

  1. Il mio corpo ti appartiene (The Men), regia di Fred Zinnemann (1950)
  2. Un tram che si chiama Desiderio (A Streetcar Named Desire), regia di Elia Kazan (1951)
  3. Viva Zapata!, regia di Elia Kazan (1952)
  4. Giulio Cesare (Julius Caesar), regia di Joseph L. Mankiewicz (1953)
  5. Il selvaggio (The Wild One), regia di László Benedek (1953)
  6. Fronte del porto (On the Waterfront), regia di Elia Kazan (1954)
  7. Désirée, regia di Henry Koster (1954)
  8. Bulli e pupe (Guys and Dolls), regia di Joseph L. Mankiewicz (1955)
  9. La casa da tè alla luna d’agosto (The Teahouse of the August Moon), regia di Daniel Mann (1956)
  10. Sayonara, regia di Joshua Logan (1957)
  11. I giovani leoni (The Young Lions), regia di Edward Dmytryk (1958)
  12. Pelle di serpente (The Fugitive Kind), regia di Sidney Lumet (1960)
  13. I due volti della vendetta (One-Eyed Jacks), regia di Marlon Brando (1961)
  14. Gli ammutinati del Bounty (Mutiny on the Bounty), regia di Lewis Milestone (1962)
  15. Missione in Oriente – Il brutto americano (The Ugly American), regia di George Englund (1963)
  16. I due seduttori (Bedtime Story), regia di Ralph Levy (1964)
  17. I morituri (Morituri), regia di Bernhard Wicki (1965)
  18. La caccia (The Chase), regia di Arthur Penn (1966)
  19. A sud-ovest di Sonora (The Appaloosa), regia di Sidney J. Furie (1966)
  20. La contessa di Hong Kong (A Countess from Hong Kong), regia di Charlie Chaplin (1967)
  21. Riflessi in un occhio d’oro (Reflections in a Golden Eye), regia di John Huston (1967)
  22. Candy e il suo pazzo mondo (Candy), regia di Christian Marquand (1968)
  23. La notte del giorno dopo (The Night of the Following Day), regia di Hubert Cornfield (1968)
  24. Queimada, regia di Gillo Pontecorvo (1969)
  25. Improvvisamente, un uomo nella notte (The Nightcomers), regia di Michael Winner (1972)
  26. Il padrino (The Godfather), regia di Francis Ford Coppola (1972)
  27. Ultimo tango a Parigi, regia di Bernardo Bertolucci (1972)
  28. Missouri (The Missouri Breaks), regia di Arthur Penn (1976)
  29. Superman, regia di Richard Donner (1978)
  30. Apocalypse Now, regia di Francis Ford Coppola (1979)
  31. Radici – Le nuove generazioni (Roots: The Next Generations) – miniserie TV (1979)
  32. La formula (The Formula), regia di John G. Avildsen (1980)
  33. Un’arida stagione bianca (A Dry White Season), regia di Euzhan Palcy (1989)
  34. Il boss e la matricola (The Freshman), regia di Andrew Bergman (1990)
  35. Cristoforo Colombo – La scoperta (Christopher Columbus: The Discovery), regia di John Glen (1992)
  36. Don Juan De Marco – Maestro d’amore (Don Juan DeMarco), regia di Jeremy Leven (1995)
  37. L’isola perduta (The Island of Dr. Moreau), regia di John Frankenheimer (1996)
  38. Il coraggioso (The Brave), regia di Johnny Depp (1997)
  39. In fuga col malloppo (Free Money), regia di Yves Simoneau (1998)
  40. The Score, regia di Frank Oz (2001)

Marlon Brando: più di un attore, è una icona

In fin dei conti, Marlon Brando non è stato un attore comune come tanti, ma lo si potrebbe definire come un vero e proprio rivoluzionario di un certo cinema americano standardizzato e politicamente corretto. 

Particolarmente coinvolto dalla causa dei diritti civili rivendicati dal movimento afroamericano, a tal punto da spingersi a partecipare alla famosa marcia di Washington del 1963.

Nominato dalla rivista americana Time nel 1999 tra i 100 personaggi più influenti dello scorso secolo, insieme a personalità come Charlie Chaplin e Marylin Monroe. Unici attori, di fatto, presenti in questa prestigiosa lista.

Secondo l’American Film Institute, figura al quarto posto in una speciale classifica delle più grandi star mai passate sotto la lente d’ingrandimento del cinema mondiale.

Mette in discussione la classica concezione dello star-system, configurando un tipo di protagonista fuori dagli schemi e dal carattere tipicamente sovversivo e poco incline alla disciplina. Non è un caso se altri illustri colleghi del calibro di James Dean, Paul Newman, Al Pacino, Dustin Hoffman e tanti altri si siano ispirati al suo stile di recitazione.