Jane Birkin, biografia dell’attrice inglese

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Jane Birkin, biografia della musa inglese, nel post a cura di CineMagazine

Jane Birkin. Un nome familiare per tutti. Uno di quei nomi che risuona nella storia del cinema, della musica e anche della moda europea. Una figura poliedrica del mondo dello spettacolo, che ha fatto della creatività, del talento e della sua indomita volontà di esprimersi un vero e proprio marchio di fabbrica. A tal punto da influenzare tantissimi artisti più giovani.

In questo post a cura di CineMagazine, vediamo insieme la storia e la carriera dell’attrice inglese Jane Birkin, per il nostro consueto spazio dedicato alle Attrici Famose. Bentornati sul nostro portale!

Jane Birkin, gli inizi

Jane Mallory Birkin nasce a Londra il 14 dicembre del 1946, in una famiglia di artisti. Buon sangue non mente, insomma. Sua madre, Judy Campbell, è un’attrice e cantante inglese, mentre suo padre, David Birkin, è un ufficiale della Marina britannica e decorato eroe della Seconda Guerra Mondiale. Le arti sono presenti sin dalla sua infanzia, grazie anche alla carriera artistica della sorella maggiore, Linda, anch’essa attrice. 

Jane Birkin inizia la sua carriera come attrice con piccoli ruoli cinematografici alla fine degli anni ’60, in Inghilterra. Tuttavia, è il suo ruolo nel film “Blow-Up” del 1966, diretto dal regista italiano Michelangelo Antonioni, a darle una prima visibilità internazionale. Il vero salto di qualità arriva però nel 1969, con il controverso film “Je t’aime… moi non plus”, diretto da Serge Gainsbourg, che poi diviene suo partner anche nella vita. Il film, balzato agli onori della cronaca per le sue scene di sesso esplicito, genera non poche polemiche, ma nonostante ciò, lancia definitivamente la carriera della Birkin come attrice di fama internazionale.

La musica di Jane Birkin con Serge Gainsbourg

Il legame di Jane con Serge Gainsbourg non è solo artistico ma si estende, come detto, anche alla vita personale: i due intraprendono una relazione sentimentale durata 13 anni. Insieme, i due producono numerosi album e singoli di successo che li hanno resi famosi in tutto il mondo. Uno dei brani più iconici di questa collaborazione è sicuramente sicuramente “Je t’aime… moi non plus“. Anche qui, una opera che fa parlare di sé vista la sua natura sessualmente esplicita. In ogni caso, obiettivo raggiunto: diviene un grande successo nel 1969, ribadendo il loro talento e la loro chimica, sia sul palco che fuori.

Gli anni ’70 e ’80 per Jane Birkin

Durante gli anni ’70 e ’80, Birkin riesce a mantenere una carriera attiva e di successo, sia come attrice che come cantante, diventando un volto e una voce riconoscibili a livello internazionale. In campo cinematografico, la sua filmografia si arricchisce di titoli di successo come “La Piscine” (1970), “Don Juan, or If Don Juan Were a Woman” (1973), “Le Mouton enragé” (1974), e “Death on the Nile” (1978), dove lavora con alcuni dei più grandi registi e attori di quel periodo.

Per quanto concerne il campo musicale, invece, comincia a collaborare anche con altri artisti. Nel 1975, incide l’album “Lolita Go Home”, in collaborazione con il musicista e produttore britannico Philippe Labro.

La morte di Serge Gainsbourg nella vita di Jane Birkin

Nel 1991 muore Serge Gainsbourg. Un duro colpo per Jane Birkin che, però, nel lavoro riesce a dimenticare questo grave lutto. Durante gli anni ’90, registra vari album, tra cui “Amours des Feintes” (1990), ultimo album che Gainsbourg aveva scritto per lei prima della sua morte. Tra i più iconici in assoluto.

Jane Birkin negli anni 2000 e la morte nel 2023

Jane Birkin negli anni 2000 ha proseguito la sua carriera artistica, dimostrando come il suo talento prescinde dal suo partner, passato a miglior vita.

Le sue esibizioni dal vivo, in particolare, sono diventate celebri per la loro intensità emotiva e la loro capacità di coinvolgere il pubblico.

Jane Birkin muore però il 16 luglio 2023, nella sua casa a Parigi, all’età di 76 anni.

Numerosi sono stati i messaggi di cordoglio di fan e colleghi che hanno voluto rivolgerle un pensiero. 

Jane Birkin

La vita privata di Jane Birkin

Oltre alla sua lunga relazione con Serge Gainsbourg, Jane è stata sposata due volte: la prima con il compositore John Barry, dal 1965 al 1968, e la seconda con il regista Jacques Doillon, dal 1982 al 1991.

Jane Birkin ha tre figlie: Kate Barry, Charlotte Gainsbourg e Lou Doillon. Tutte e tre hanno seguito le orme della madre nel mondo dello spettacolo, dimostrando che il talento di Jane è stato sicuramente un esempio e un’ispirazione per loro.

Insomma, la tradizione di famiglia dell’arte prosegue.

Riconoscimenti e le onorificenze di Jane Birkin

Nel corso della sua carriera, Jane Birkin ha ricevuto numerosi riconoscimenti che hanno premiato il suo talento e la sua dedizione all’arte. Meritano sicuramente una menzione la “César Award” come Migliore Attrice non protagonista nel 1976 per il suo ruolo in “Dust on the Skin” e la nomina a “Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico” nel 2001 nonché “Commendatore dell’Ordine Nazionale del Merito” in Francia nel 2003, dove poi è passata a miglior vita.

Jane Birkin oltre l’arte

Jane Birkin è stata un’artista che si è impegnata socialmente. Ferma sostenitrice dei diritti umani, con le sue battaglie per la lotta contro l’AIDS e la difesa dei diritti dei rifugiati, giusto per citare due esempi. Da menzionare la campagna “Je suis venu te dire…” nel 1998 organizzata da AMNESTY International, in cui ha preso parte con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni dei rifugiati nel mondo.

Jane Birkin si è prodigata a tutela dell’arte.

Nel 2003, ha infine contribuito anche alla creazione del “Fonds pour l’action et la recherche en faveur de l’autisme” (Fondazione per l’azione e la ricerca sull’autismo), un’organizzazione no-profit dedicata all’autismo. 

La borsa Birkin di Hermès

Un altro aspetto interessante e importante della vita di Jane Birkin riguarda la moda, nata quasi per caso. Celebre l’episodio nel 1981, quando, durante un volo da Parigi a Londra, Jane si sedette accanto a Jean-Louis Dumas, il direttore creativo della casa di moda francese Hermès.

Jane si lamentò con Dumas della difficoltà di trovare una borsa di pelle che fosse allo stesso tempo chic e spaziosa. Detto fatto. Dumas crea una borsa dedicata proprio alla celebre artista: la “Borsa Birkin”, che è diventata oggi un oggetto molto ambito tra le fashioniste di tutto il mondo. E non solo.