Gina Lollobrigida: bio della famosa attrice italiana

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Gina Lollobrigida: bio della famosa attrice italiana nel post di CineMagazine

Certi nomi restano mito e leggenda nel firmamento del cinema italiano. Laddove solo i più grandi e celebri possono sostare e rimanerci per tanto tempo. Per sempre. Gina Lollobrigida non fa eccezione da questo punto di vista.

Un autentico mostro sacro della filmografia all’italiana vecchio stampo. Attrice di lungo corso, orgoglio italiano e internazionale. Una carriera sulla cresta dell’onda, ma segnata anche da eventi che l’hanno destabilizzata sul piano squisitamente privato.

Gli inizi di Gina Lollobrigida

Gina Lollobrigida, Luigia all’anagrafe, nasce in quel di Subiaco il 4 luglio del 1927. Si trasferisce a Roma insieme alla famiglia per frequentare l’Istituto di Belle Arti. Si classifica al terzo posto in una delle prime edizioni di Miss Italia.

Parte la sua carriera cinematografica nella commedia Santarellina di Eduardo Scarpetta, dove interpreta la parte della protagonista all’età di 17 anni. Gli anni 50 rappresentano il trampolino di lancio verso il cinema di marca hollywoodiana.

La ingaggia il noto produttore Howard Hughes. Gira produzioni americane in Europa. I film più celebri restano Campane a martello, Passaporto per l’Oriente e Fanfan la Tulipe, quest’ultimo vincitore dell’Orso d’argento al festival di Berlino.

Gli anni ’50 di Gina Lollobrigida

La “maggiorata fisica”, così come amava definirla il mitico Vittorio De Sica, diviene una delle attrici più in vista del panorama italiano. Con lo stesso De Sica gira nel 1953 la Bersagliera in Pane amore e fantasia, nastro d’argento. Incarnava sul set la figura della popolana in grado di entrare nei cuori di tutti gli uomini con la sua spontaneità.

Negli anni successivi l’interpretazione cinematografica della Lollobrigida si orienta una maggiore introspezione e profondità drammatica di sé attraverso film come La romana, La provinciale e Un bellissimo novembre.

Soprannominata dalla stampa “La lollo”, recita al fianco di grandissimi interpreti come Humphrey Bogart e Vittorio Gassman nel film biografico La donna più bella del mondo, regia di Robert Z. Leonard. Grazie a questa produzione vinse il David di Donatello come miglior attrice protagonista.

Ne ‘Il gobbo di Notre Dame’ targato 1956 assume le sembianze della mitica Esmeralda con Anthony Quinn nella veste di Quasimodo. Sacro e profano del 1959 si caratterizza per la presenza di Frank Sinatra che abbellisce decisamente la produzione in questione.

Golden Globe come miglior attrice per il film Torna a settembre di Robert Mulligan. 

Gli anni ’60 di Gina Lollobrigida

Negli anni ’60 prende parte a film di marca italiana quali ‘La bellezza di Ippolita’, Le piacevoli notti, La morte ha fatto l’uovo.

Candidata ancora al Golden globe come miglior attrice in un film commedia grazie a ‘Buonasera, signora Campbell’ datato 1968, da cui scaturisce un terzo David di Donatello. 

Gina Lollobrigida viene particolarmente apprezzata dalla critica anche quando si presta a recitare nel genere spaghetti western, lontano fino a quel momento dalle sue corde. 

Gli anni ’70 di Gina Lollobrigida

Ma lo fa nel migliore dei modi all’interno di ‘E continuavano a fregarsi il milione di dollari’ del 1971 con Eugenio Martin.

Il 1973 è l’anno della sua ultima apparizione cinematografica in Peccato mortale. Arriva successivamente l’affermazione in ambito televisivo e un periodo di stop dalle produzioni cinematografiche. 

Le altre passioni di Gina Lollobrigida

In tv si dedica alla riproposizione delle avventure di Pinocchio, laddove interpreta la fata turchina.

Si dedica, in contemporanea, alla fotografia e alla scultura, facendosi apprezzare in tutto il mondo. Come fotoreporter riscuote ampi consensi soprattutto nel momento in cui riesce a strappare un’intervista esclusiva ad un personaggio di spessore di quei tempi come Fidel Castro. Nel curriculum fotografico esperienze con altri personaggi di lignaggio quali Paul Newman, Salvador Dalì e Audrey Hepburn.

Nel 1984 vince un Golden Globe come migliore protagonista per una serie tv americana, Falcon Crest. Nel 1988 il remake televisivo de La romana.

Verso il tramonto di una carriera entra in politica all’interno di una lista di centro-sinistra, I democratici.

Film Gina Lollobrigida

Ecco qui di seguito la filmografia di Gina Lollobrigida, in ordine temporale:

  1. Aquila nera, regia di Riccardo Freda (1946)
  2. Lucia di Lammermoor, regia di Piero Ballerini (1946) – non accreditata
  3. L’elisir d’amore, regia di Mario Costa (1947)
  4. Il delitto di Giovanni Episcopo, regia di Alberto Lattuada (1947)
  5. Il segreto di Don Giovanni, regia di Camillo Mastrocinque (1947)
  6. Vendetta nel sole (A Man About the House), regia di Leslie Arliss (1948)
  7. Follie per l’opera, regia di Mario Costa (1948)
  8. Pagliacci, regia di Mario Costa (1948)
  9. Campane a martello, regia di Luigi Zampa (1949)
  10. La sposa non può attendere, regia di Gianni Franciolini (1949)
  11. Miss Italia, regia di Duilio Coletti (1950)
  12. Cuori senza frontiere, regia di Luigi Zampa (1950)
  13. Alina, regia di Giorgio Pàstina (1950)
  14. Vita da cani, regia di Mario Monicelli e Steno (1950)
  15. La città si difende, regia di Pietro Germi (1951)
  16. Enrico Caruso, leggenda di una voce, regia di Giacomo Gentilomo (1951)
  17. Passaporto per l’oriente (A Tale of Five Cities) (1951)
  18. Achtung! Banditi!, regia di Carlo Lizzani (1951)
  19. Amor non ho… però… però, regia di Giorgio Bianchi (1951)
  20. Moglie per una notte, regia di Mario Camerini (1952)
  21. Fanfan la Tulipe, regia di Christian-Jaque (1952)
  22. Altri tempi, epis. Il processo di Frine, regia di Alessandro Blasetti (1952)
  23. Le belle della notte (Les Belles de nuit), regia di René Clair (1952)
  24. Le infedeli, regia di Mario Monicelli e Steno (1953)
  25. La provinciale, regia di Mario Soldati (1953)
  26. Pane, amore e fantasia, regia di Luigi Comencini (1953)
  27. Il tesoro dell’Africa (Beat the Devil), regia di John Huston (1953)
  28. Il grande gioco (Le Grand Jeu), regia di Robert Siodmak (1954)
  29. Il maestro di Don Giovanni (Crossed Swords), regia di Milton Krims (1954)
  30. La romana, regia di Luigi Zampa (1954)
  31. Pane, amore e gelosia, regia di Luigi Comencini (1954)
  32. La donna più bella del mondo, regia di Robert Z. Leonard (1955)
  33. Trapezio (Trapeze), regia di Carol Reed (1956)
  34. Il gobbo di Notre Dame (Notre Dame de Paris), regia di Jean Delannoy (1956)
  35. Anna di Brooklyn, regia di Vittorio De Sica e Carlo Lastricati (1958)
  36. La legge, regia di Jules Dassin (1959)
  37. Salomone e la regina di Saba (Solomon and Sheba), regia di King Vidor (1959)
  38. Sacro e profano (Never So Few), regia di John Sturges (1959)
  39. Va nuda per il mondo (Go Naked in the World), regia di Ranald MacDougall (1961)
  40. Torna a settembre (Come September), regia di Robert Mulligan (1961)
  41. La bellezza di Ippolita, regia di Giancarlo Zagni (1962)
  42. Venere imperiale, regia di Jean Delannoy (1962)
  43. Mare matto, regia di Renato Castellani (1963)
  44. La donna di paglia (Woman of Straw), regia di Basil Dearden (1964)
  45. Le bambole (ep. Monsignor Cupido), regia di Mauro Bolognini (1965)
  46. Strani compagni di letto (Strange Bedfellows), regia di Melvin Frank (1965)
  47. Io, io, io… e gli altri, regia di Alessandro Blasetti (1966)
  48. Hotel Paradiso, regia di Peter Glenville (1966)
  49. L’amante italiana (Les Sultans), regia di Jean Delannoy (1966)
  50. Le piacevoli notti, regia di Armando Crispino e Luciano Lucignani (1966)
  51. Le avventure e gli amori di Miguel Cervantes (Cervantes), regia di Vincent Sherman (1967)
  52. La morte ha fatto l’uovo, regia di Giulio Questi (1967)
  53. Mash, la guerra privata del sergente O’Farrell (The Private Navy of Sgt. O’Farrell), regia di Frank Tashlin (1968)
  54. Stuntman, regia di Marcello Baldi (1968)
  55. Un bellissimo novembre, regia di Mauro Bolognini (1968)
  56. Buonasera, signora Campbell (Buonasera, Mrs Campbell), regia di Melvin Frank (1968)
  57. E continuavano a fregarsi il milione di dollari (Bad Man’s River), regia di Eugenio Martín (1971)
  58. Un ospite gradito… per mia moglie, regia di Jerzy Skolimowski (1972)
  59. Peccato mortale, regia di Francisco Rovira Beleta (1973)
  60. Cento e una notte (Les cent et une nuits de Simon Cinéma), regia di Agnès Varda (1995)
  61. XXL, regia di Ariel Zeitoun (1997)
  62. Box Office 3D – Il film dei film, regia di Ezio Greggio (2011) – cameo

Conclusioni

Al di là di questi sconvolgenti retroscena di una vita privata, indubbiamente Gina Lollobrigida rappresenta uno dei volti femminili più iconici e centrali di sempre nell’immaginario collettivo italiano. Esempio di virtù ed estetica fulminante. E non bastano i titoli e riconoscimenti conseguiti nel corso di una lunga carriera per sintetizzarne l’essenza, la grandezza del mito.

Una star vera e propria al pari di Sophia Loren, con la quale si è sempre creata una certa competizione a distanza, stando ai riscontri mediatici di un tempo. Uno di quei miti intramontabili che resteranno negli annali del cinema italiano. Tanto da ricevere nel febbraio del 2018 la stella nella celebre via di Hollywoord ‘Walk of Fame’. Un riconoscimento molto prestigioso. La Lollobrigida fu la quattordicesima persona italiana a poter fregiarsi di questo onore. Lo si può dire tranquillamente: Gina Lollobrigida ha rappresentato un cinema vecchio stampo di cui se ne sta un po’ perdendo l’identità. Se è un bene o un male, lo si vedrà nei prossimi anni e decenni.