Gene Hackman, storia dell’attore americano scomparso a 95 anni, nel post a cura di CineMagazine
Premi che ci vorrebbe un libro per raccontarli, una carriera lunga 60 anni e perfino un asteroide a lui dedicato, l’55397 Hackman, scoperto nel 2001. Gene Hackman ha segnato la storia del piccolo schermo, abbinando la cattiveria dei suoi personaggi al sarcasmo. Non limitandosi solo a una interpretazione fine a sé stessa ma, con ironia e perspicacia, lanciando messaggi e ironia che ancora oggi si ricordano.
In questo post a cura di CineMagazine ripercorriamo la sua vita. Bentornati sul nostro portale!
Gli inizi di Gene Hackman
Gene Hackman, il cui nome completo è Eugene Allen Hackman, nasce a San Bernardino, città che si trova nello stato della California, il 30 gennaio 1930.
A 13 anni i genitori divorziano, mentre nel 1962 è vittima di una tragedia familiare: perde la madre nel 1962, quando il letto dov’era prende fuoco mentre fumava.
A 16 anni si arruola nei Marines ma il suo ruolo è già predestinato: radio-operatore per quasi 5 anni. A Danville frequenta giornalismo ma capisce che non è la sua strada e a 22 anni si mette in testa di fare l’attore. Riuscendoci.
Inizia a partecipare ad alcuni musical a 23 anni ma in Lilith – La dea dell’amore, l’anno seguente, che ha un ruolo importante. Seguito, tre anni dopo, nel 1967, dall’essere co-protagonista in Gangster Story.
Gene Hackman è magistrale a tal punto da ottenere una candidatura agli Oscar e ai Golden Globe.
Il successo di Gene Hackman nel ventennio ’70 e ‘80
Gli anni ’70 cominciano bene per Hackman, poiché viene di nuovo candidato – attore non protagonista – per Oscar e Golden Globe, attraverso la sua interpretazione nel film Anello di Sangue.
L’anno successivo nuova candidatura e riconoscimento importante: premio Oscar come miglior attore, grazie al ruolo del poliziotto Jimmy “Popeye” Doyle nella pellicola ‘Il braccio violento della legge’.
Ormai il ruolo di protagonista gli si addice e lo ottiene in L’avventura del Poseidon nel 1972 e nel capolavoro del 1974 di Francis Ford Coppola, La conversazione. Film straordinario, a tal punto da far vincere ad Hackman il National Board of Review Award.
Si cimenta anche in ruoli comici, sempre nello stesso anno, in Frankenstein Junior interpretando un eremita cieco con gag che si ricordano tuttora, come il versamento della minestra bollente sul mostro.
Nel 1977 partecipa in Quell’ultimo ponte e nel 1978 ‘diventa malvagio’ in Superman. Ruolo confermato anche in Superman II.
Hackman colleziona successi a tal punto che lo vedono costretto a rinunciare a diverse proposte, anche perché, nel 1981, pur avendo un ruolo non primario in Red, riesce ad ottenere ben 12 candidatura agli Oscar, di cui tre vincenti, includendo anche quelle per il film, ovviamente. Candidatura, al Golden Globe, che ha anche nel 1985 in Due volte nella vita.
Quando si raggiunge il successo è un attimo che, comunque, alcune opere non riescono ad avere successo. Dopo un biennio di appannamento – orientativamente il 1985 e parte del 1986, nel 1987 in Senza via di scampo riottiene i favori del pubblico e della critica. Nel cast di Superman, sempre 1987, viene confermato e partecipa alla quarta pellicola.
Nel 1989, probabilmente, raggiunge l’apice: in Mississipi Burning – Le radici dell’odio, vince l’Orso d’argento a Berlino come miglior attore. E, ovviamente, viene candidato al Premio Oscar.
Gli anni ’90 e il ritiro dalle scene
Lui probabilmente non lo sa, ma la sua carriera sta per volgere al termine. O, comunque, siamo negli ultimi 15 anni del suo lungo percorso. Per due anni, dal 1990 al 1992, è lontano dalle scene per un intervento al cuore ma rientra per partecipare a ‘Gli Spietati’ e vincere un secondo Oscar.
Dopo aver lavorato con Tom Cruise nel 1993 nel film Il Socio, nel 1995 interpreta Frank Ramsey nel film Allarme Rosso.
Nel 1997 recita magistralmente un Presidente degli Stati Uniti in Potere Assoluto, nel 1998 fa parte di Twilight e nel 2000 di Under Suspicion e nel film “Le riserve”, quest’ultimo dedicato al mondo del football americano.
Nel 2003 vince il Golden Globe alla carriera, seguito dal film “La Giuria”, e l’anno seguente recita in Due candidati per una poltrona.
Siamo giunti nel 2004: annuncia di non avere altre pellicole nel futuro e, quattro anni dopo, nel 2008 e all’età di 78 anni, comunica di ritirarsi ufficialmente.
Solo per citare la grandezza di Gene Hackman, dal 2022 e fino al giorno della sua morte, detiene un record: attore vivente più anziano che ha vinto il Premio Oscar come miglior interpretazione maschile, sia come attore protagonista che non protagonista.
Se si dovessero contare tutti i premi e le candidature, sono oltre 20 i riconoscimenti che Gene Hackman può vantare nella sua carriera, tra cui due Oscar su cinque candidature.
Gene Hackman e l’impegno politico
Gene Hackman non ha avuto paura di schierarsi in politica e da sempre è stato un sostenitore del Partito Democratico statunitense, a tal punto da essere messo nella lista dei nemici da Richard Nixon, Presidente Americano dal 1969 al 1974. Entra in rotta di collisione con Nixon perché, pur essendo un ex Marines, si era mostrato contrario alla guerra in Vietnam. Hackman si definì in quell’occasione orgoglioso di essere messo, appunto, nella lista dei nemici dal Presidente.
In ogni caso, però, ha parole di elogio per Ronald Reagan, Presidente dal 1981 al 1989 e, tra l’altro, anche ex attore.
La morte di Gene Hackman
La data di morte di Gene Hackman è avvolta nel mistero. Se si dovesse prendere come riferimento il ritrovamento del cadavere, allora si può dire che l’attore è morto il 26 febbraio 2025 a Santa Fe. Ma, secondo gli esperti che hanno analizzato il caso, il corpo ha perso vita nei giorni precedenti. Insieme a lui, comunque, sono stati trovati la moglie – la pianista Betsy Arakawa di 65 anni e sposata nel 1991 – nonché uno dei loro cani. Tutti morti. Le ipotesi, al momento, sono le più disparate. Si parla, nel momento in cui si scrive, di una fuga di gas che abbia coinvolto tutti i presenti o, secondo Fox News che ha ripreso le parole del medico Michael Baden, Gene Hackman abbia avuto un arresto cardiaco fulminante e la moglie, nel disperato tentativo di salvarlo, possa essere caduta sbattendo la testa. Ma dalle analisi dei periti emerge che la moglie è morta circa una settimana prima di Hackman.
Insomma, la trama si infittisce come gran parte dei film che Hackman ha lasciato alla storia del cinema.
Filmografia Gene Hackman
Vi lasciamo alla filmografia di Gene Hackman: alla prossima con le biografie a cura di CineMagazine!
- Gangster contro gangster (Mad Dog Coll), regia di Burt Balaban (1961) – non accreditato
- Lilith – La dea dell’amore (Lilith), regia di Robert Rossen (1964)
- Hawaii, regia di George Roy Hill (1966)
- Non c’è posto per i vigliacchi (First to Fight), regia di Christian Nyby (1967)
- L’uomo che uccise il suo carnefice (A Covenant with Death), regia di Lamont Johnson (1967)
- Community Shelter Planning, regia di Mark Isaacs – cortometraggio (1967)
- Il club degli intrighi (Banning), regia di Ron Winston (1967)
- Gangster Story (Bonnie and Clyde), regia di Arthur Penn (1967)
- I sei della grande rapina (The Split), regia di Gordon Flemyng (1968)
- La rivolta (Riot), regia di Buzz Kulik (1969)
- I temerari (The Gypsy Moths), regia di John Frankenheimer (1969)
- Gli spericolati (Downhill Racer), regia di Michael Ritchie (1969)
- Abbandonati nello spazio (Marooned), regia di John Sturges (1969)
- Anello di sangue (I Never Sang for My Father), regia di Gilbert Cates (1970)
- Le mogli (Doctor’s Wives), regia di George Schaefer (1971)
- Il giorno dei lunghi fucili (The Hunting Party), regia di Don Medford (1971)
- Il braccio violento della legge (The French Connection), regia di William Friedkin (1971)
- Per 100 chili di droga (Cisco Pike), regia di Bill L. Norton (1971)
- Arma da taglio (Prime Cut), regia di Michael Ritchie (1972)
- L’avventura del Poseidon (The Poseidon Adventure), regia di Ronald Neame (1972)
- Lo spaventapasseri (Scarecrow), regia di Jerry Schatzberg (1973)
- La conversazione (The Conversation), regia di Francis Ford Coppola (1974)
- Una donna chiamata moglie (Zandy’s Bride), regia di Jan Troell (1974)
- Frankenstein Junior (Young Frankenstein), regia di Mel Brooks (1974)
- Bersaglio di notte (Night Moves), regia di Arthur Penn (1975)
- Stringi i denti e vai! (Bite the Bullet), regia di Richard Brooks (1975)
- Il braccio violento della legge Nº 2 (French Connection II), regia di John Frankenheimer (1975)
- In tre sul Lucky Lady (Lucky Lady), regia di Stanley Donen (1975)
- Il principio del domino: la vita in gioco (The Domino Principle), regia di Stanley Kramer (1977)
- Quell’ultimo ponte (A Bridge Too Far), regia di Richard Attenborough (1977)
- La bandera – Marcia o muori (March Or Die), regia di Dick Richards (1977)
- Superman, regia di Richard Donner (1978)
- Superman II, regia di Richard Lester (1980)
- Tutta una notte (All Night Long), regia di Jean-Claude Tramont (1981)
- Reds, regia di Warren Beatty (1981)
- Eureka, regia di Nicolas Roeg (1983)
- Sotto tiro (Under Fire), regia di Roger Spottiswoode (1983)
- Fratelli nella notte (Uncommon Valor), regia di Ted Kotcheff (1983)
- L’ultimo sole d’estate – Incompreso (Misunderstood), regia di Jerry Schatzberg (1984)
- Due volte nella vita (Twice in a Lifetime), regia di Bud Yorkin (1985)
- Target – Scuola omicidi (Target), regia di Arthur Penn (1985)
- Power – Potere, regia di Sidney Lumet (1986)
- Colpo vincente (Hoosiers), regia di David Anspaugh (1986)
- Superman IV (Superman IV: The Quest for Peace), regia di Sidney J. Furie (1987)
- Senza via di scampo (No Way Out), regia di Roger Donaldson (1987)
- Boxe (Split Decision), regia di David Drury (1988)
- Bat*21, regia di Peter Markle (1988)
- L’ultima luna d’agosto (Full Moon in Blue Water), regia di Peter Masterson (1988)
- Un’altra donna (Another Woman), regia di Woody Allen (1988)
- Mississippi Burning – Le radici dell’odio (Mississippi Burning), regia di Alan Parker (1988)
- Uccidete la colomba bianca (The Package), regia di Andrew Davis (1989)
- Poliziotti a due zampe (Loose Cannons), regia di Bob Clark (1990)
- Cartoline dall’inferno (Postcards from the Edge), regia di Mike Nichols (1990)
- Rischio totale (Narrow Margin), regia di Peter Hyams (1990)
- Conflitto di classe (Class Action), regia di Michael Apted (1990)
- Spie contro (Company Business), regia di Nicholas Meyer (1991)
- Gli spietati (Unforgiven), regia di Clint Eastwood (1992)
- Il socio (The Firm), regia di Sydney Pollack (1993)
- Geronimo (Geronimo: An American Legend), regia di Walter Hill (1993)
- Wyatt Earp, regia di Lawrence Kasdan (1994)
- Pronti a morire (The Quick and the Dead), regia di Sam Raimi (1995)
- Allarme rosso (Crimson Tide), regia di Tony Scott (1995)
- Get Shorty, regia di Barry Sonnenfeld (1995)
- Piume di struzzo (The Birdcage), regia di Mike Nichols (1996)
- Extreme Measures – Soluzioni estreme (Extreme Measures), regia di Michael Apted (1996)
- L’ultimo appello (The Chamber), regia di James Foley (1996)
- Potere assoluto (Absolute Power), regia di Clint Eastwood (1997)
- Twilight, regia di Robert Benton (1998)
- Nemico pubblico (Enemy of the State), regia di Tony Scott (1998)
- Under Suspicion, regia di Stephen Hopkins (2000)
- Le riserve (The Replacements), regia di Howard Deutch (2000)
- The Mexican – Amore senza sicura (The Mexican), regia di Gore Verbinski (2001)
- Heartbreakers – Vizio di famiglia (Heartbreakers), regia di David Mirkin (2001)
- Il colpo (Heist), regia di David Mamet (2001)
- I Tenenbaum (The Royal Tenenbaums), regia di Wes Anderson (2001)
- Behind Enemy Lines – Dietro le linee nemiche (Behind Enemy Lines), regia di John Moore (2001)
- La giuria (Runaway Jury), regia di Gary Fleder (2003)
- Due candidati per una poltrona (Welcome to Mooseport), regia di Donald Petrie (2004)



