Anna Magnani: biografia della famosa attrice romana

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Anna Magnani: biografia della famosa attrice romana nel post di CineMagazine

Nell’ambito cinematografico la donna si è allineata sin da subito all’uomo per popolarità e fascino. Ci sono state tante donne, infatti, che hanno vissuto sotto i riflettori e le luci del set per tantissimo tempo, spesso e volentieri sovrastando certe figure maschili. Anna Magnani è considerata una di quelle donne d’altri tempi, che emana un fascino particolare, soprattutto quando si ammirano i suoi film in bianco e nero che hanno fatto la storia e la fanno ancora tuttora.

L’ombra della Magnani veglia ancora sul cinema italiano e ne dà quel tocco di classe in più che serve sempre. Scopri qui la sua biografia, nel nostro consueto appuntamento con il cinema italiano e gli attori più importanti di sempre!

Gli inizi di Anna Magnani: sboccia subito il suo talento naturale

Anna Magnani nasce a Roma nel lontano 7 marzo 1908. Si menziona nella fattispecie una delle figure femminili più influenti del cinema italiano. Simbolo per eccellenza della cosiddetta “romanità” spiccata da sempre mostrata con fierezza e orgoglio insieme ad altri concittadini illustri come Aldo Fabrizi e Alberto Sordi, tanto per citarne due a caso.

La famosa attrice romana cresce in una famiglia modesta, all’interno della quale manca la figura maschile e c’è solo quella femminile. Ben presto verrà a mancare anche quest’ultima e la piccola Anna è costretta ad accelerare le tappe della sua crescita.

Mostra sin da subito un talento naturale e spropositato per la recitazione. Frequenta il liceo prima di buttarsi a capofitto sul conservatorio e, successivamente, nell’accademia nazionale d’arte drammatica.

Viene presa, nei primi anni ’20, sotto l’ala protettiva di personaggi illustri del teatro di quei tempi come Dario Niccodemi e Vera Vergani. Nel corso delle sue rappresentazioni teatrali si cimenta, spesso e volentieri, nell’interpretazione di dive di varietà, un personaggio che accompagnerà successivamente la sua carriera televisiva.

Negli anni ‘30 sposa un uomo di spicco dell’ideologia fascista, tale Goffredo Alessandrini. Il matrimonio tra i due dura poco per i tradimenti perpetrati da lui. Interpreta un ruolo drammatico per la prima volta nel 1938 nel film “Foresta pietrificata”.

Anna Magnani e l’immediato Dopoguerra

Guadagna l’attenzione sempre più pervasiva della critica cinematografica nel momento in cui entra in contatto con Vittorio De Sica, il quale la scrittura per un ruolo di spessore in “Teresa venerdì”.

Inizia una collaborazione proficua anche con un altro totem del cinema italiano, ovvero Totò. Si trova a fare coppia con Aldo Fabrizi. Ma la vera e agognata popolarità giunge in concomitanza con l’uscita del capolavoro cinematografico “Roma città aperta” di Roberto Rossellini.

L’icona del neorealismo idealizzata da Teresa Gullace, in arte “Sora Pina”, che gli valse il riconoscimento prestigioso del Nastro d’argento come migliore attrice non protagonista. Tra il regista e l’attrice nasce una liason che dura 2 anni e si ripercuote anche sul piano professionale.

L’ultimo film girato con Rossellini è del 1948 e ha un titolo quasi irriverente, “L’amore”. L’anno prima Magnani vince il secondo Nastro d’argento per la magistrale interpretazione come migliore attrice in “L’onorevole Angelina”.

Grazie a Luchino Visconti nel 1951 perBellissima” arriva il quarto Nastro d’argento della sua carriera, a cui seguirà il quinto e ultimo dovuto al film “Suor Letizia – Il più grande amore” di Mario Camerini, anno 1956.

Quello fu lo stesso anno in cui Anna Magnani entra ufficialmente nella storia del cinema italiano e si guadagna la stella del mito assoluto. Prima interprete italiana e prima attrice non di nascita inglese a vincere il premio Oscar come migliore attrice protagonista all’interno del film “La rosa tatuata”. In accoppiata consegue, inoltre, il premio BAFTA come migliore attrice internazionale dell’anno e il premio Golden Globe come migliore attrice in un film drammatico.

Nel 1958 giunge il primo David di Donatello per l’interpretazione in “Selvaggio è il vento” dell’anno precedente. L’anno successivo, invece, ne arriva un altro associato al film “Nella città d’inferno”, ambientato in un carcere femminile.

Recita insieme ad un mito del cinema americano come Marlon Brando nel 1960 in “Pelle di serpente”, laddove appare in una veste tragica e, per lei, inusuale. Spunta la polemica riguardante la pellicola “La Ciociara poiché Anna Magnani rifiuta, di fatto, il ruolo di mamma di Sofia Loren, che le era stato affidato e così sfuma questo affascinante progetto di unire in un’unica pellicola 2 figure femminili di codesta grandezza e levatura.

Instaura un rapporto conflittuale e poco soddisfacente sul piano professionale con Pierpaolo Pasolini. Deludente, in questo senso, il risultato ottenuto da questo connubio nel film “Mamma Roma”.

Il suo ultimo film di matrice americana è “Il segreto di Santa Vittoria” del 1969 di Stanley Kramer per il quale ottiene la nomination al Golden Globe come migliore attrice. Sono gli anni ’70 quando, invece, Anna Magnani appare per la prima volta in tv e da lì inizia la sua scalata televisiva, per così dire.

Gira diversi film che riscuotono grandissimi consensi sui canali Rai al fianco di Marcello Mastroianni, Massimo Ranieri e tanti altri.

Neanche il tempo di proseguire su questa inesorabile scalata televisiva che nel 1972, di fatto, Anna concede l’ultima apparizione cinematografica a Federico Fellini in “Roma”.

La morte di Anna Magnani

L’anno seguente alla pellicola Roma, sarà un tumore a strappar via la vita all’età di 65 anni, ad Anna Magnani. Dopo la sua morte si sono susseguite nel tempo numerose e sentite manifestazioni di affetto e ricordo di un personaggio di grandissimo lignaggio del cinema italiano.

Ad esempio, il suo ex amante Roberto Rossellini sosteneva che lei incarnasse quella figura femminile perfetta per dare un motivo d’orgoglio in più agli italiani. Descrizione migliore da questo punto di vista non poteva esserci.

Personalità talmente preminente da ricevere persino una stella lungo la famosa Hollywood Walk of fame che racchiude tutte le celebrità più famose al mondo. Non proprio un riconoscimento banale, tutt’altro. 

Anna Magnani con la sua maestosità e presenza scenica si è meritata questo ed altro. Fonte di ispirazione inevitabile e doverosa per tutte le aspiranti attrici che desiderano staccarsi dalla massa e assumere una fisionomia più signorile, ma senza perdere le proprie radici.

Film Anna Magnani

Vi lasciamo alla filmografia di Anna Magnani, in ordine temporale. Alla prossima con i post a cura di CineMagazine!

  1. Scampolo, regia di Augusto Genina (1928) – non accreditata
  2. La cieca di Sorrento, regia di Nunzio Malasomma (1934)
  3. Tempo massimo, regia di Mario Mattoli (1934)
  4. Quei due, regia di Gennaro Righelli (1935)
  5. Cavalleria, regia di Goffredo Alessandrini (1936)
  6. Trenta secondi d’amore, regia di Mario Bonnard (1936)
  7. La principessa Tarakanova, regia di Mario Soldati (1938)
  8. Una lampada alla finestra, regia di Gino Talamo (1940)
  9. La fuggitiva, regia di Piero Ballerini (1941)
  10. Teresa Venerdì, regia di Vittorio De Sica (1941)
  11. Finalmente soli, regia di Giacomo Gentilomo (1942)
  12. La fortuna viene dal cielo, regia di Ákos Ráthonyi (1942)
  13. L’avventura di Annabella, regia di Leo Menardi (1943)
  14. La vita è bella, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1943)
  15. Campo de’ fiori, regia di Mario Bonnard (1943)
  16. L’ultima carrozzella, regia di Mario Mattoli (1943)
  17. Il fiore sotto gli occhi, regia di Guido Brignone (1944)
  18. Quartetto pazzo, regia di Guido Salvini (1945)
  19. Roma città aperta, regia di Roberto Rossellini (1945)
  20. Abbasso la miseria!, regia di Gennaro Righelli (1945)
  21. Un uomo ritorna, regia di Max Neufeld (1946)
  22. Il bandito, regia di Alberto Lattuada (1946)
  23. Avanti a lui tremava tutta Roma, regia di Carmine Gallone (1946)
  24. Abbasso la ricchezza!, regia di Gennaro Righelli (1946)
  25. L’onorevole Angelina, regia di Luigi Zampa (1947)
  26. Lo sconosciuto di San Marino, regia di Michał Waszyński e Vittorio Cottafavi (1947)
  27. Assunta Spina, regia di Mario Mattoli (1948)
  28. L’amore, regia di Roberto Rossellini (1948)
  29. Molti sogni per le strade, regia di Mario Camerini (1948)
  30. Vulcano, regia di William Dieterle (1950)
  31. Bellissima, regia di Luchino Visconti (1951)
  32. Camicie rosse, regia di Goffredo Alessandrini (1952)
  33. La carrozza d’oro (Le carrosse d’or), regia di Jean Renoir (1952)
  34. Siamo donne, regia di Luchino Visconti (V episodio) (1953)
  35. Carosello del varietà, regia di Aldo Quinti, Aldo Bonaldi (1955)
  36. La rosa tatuata (The rose tattoo), regia di Daniel Mann (1955)
  37. Suor Letizia, regia di Mario Camerini (1957)
  38. Selvaggio è il vento (Wild is the wind), regia di George Cukor (1957)
  39. Nella città l’inferno, regia di Renato Castellani (1959)
  40. Pelle di serpente (The fugitive kind), regia di Sidney Lumet (1959)
  41. Risate di gioia, regia di Mario Monicelli (1960)
  42. Mamma Roma, regia di Pier Paolo Pasolini (1962)
  43. La pila della Peppa (Le magot de Josefa), regia di Claude Autant-Lara (1963)
  44. La Famiglia, episodio di Made in Italy, regia di Nanni Loy (1965)
  45. Il segreto di Santa Vittoria (The secret of Santa Vittoria), regia di Stanley Kramer (1969)
  46. Roma, regia di Federico Fellini (1972)
  47. Correva l’anno di grazia 1870, regia di Alfredo Giannetti (1972)